Gli utenti italiani di Facebook, molto presto, potrebbero non trovare più all’interno dell’applicazione del social network la funzionalità “Nearby” o “Amici nelle vicinanze“, sostanzialmente quella funzionalità che può consentire, se attivata, di trovare i contatti amici più vicini alla propria posizione grazie all’utilizzo del GPS presente nel proprio dispositivo. La scelta di eliminare “Nearby” non è, però, di Facebook ma del Tribunale di Milano che ha clamorosamente condannato il social network per la violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale nei confronti dell’italiana Business Competence.

Trattasi della prima volta che Facebook perde una causa di questa natura anche se il social network è già intervenuto impugnando la sentenza. La vicenda nasce nel 2012 quando la startup italiana sottoposto a Facebook per la sua approvazione un’app chiamata Fararound. Facebook, però, non rispose mai a Business Competence ed anzi, pochi mesi più tardi annunciò e introdusse Nearby che offriva quando l’app della startup italiana faceva e cioè individuare gli amici nelle vicinanze.

Il Tribunale di Milano ha, dunque, riconosciuto i diritti di Business Competence ed intimato al social network di non permettere l’accesso a Nearby all’interno del territorio italiano. Inoltre, la corte ha chiesto che Facebook pubblicizzi i dettagli della sentenza sul Corriere della Sera, sul Solo 24 Ore ed all’interno della sua home page.

Certo, Nearby non è tra le funzioni più utilizzate di Facebook da parte degli utenti ma sicuramente ci sarà chi ne rimarrà orfano. Se dunque la funzionerà sparirà, la causa è da attribuirsi a questa sentenza. Al di la degli aspetti tecnici, tuttavia, quello che è importante sottolineare è la sentenza in se che per la prima volta condanna il social network per la violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale.