Facebook ha iniziato ad introdurre all’interno delle sua piattaforma le primo soluzioni concrete contro il fenomeno delle fake news. Come noto, il social network aveva annunciato alcuni strumenti che avrebbero permesso di segnalare le notizie false che poi sarebbero state contrassegnate come tali. A partire da venerdì sono state notate le prime notizie contrassegnate in questa maniera. Nello specifico, limitatamente al territorio americano, alcune notizie hanno iniziato a riportare la dicitura “Disputed” cioè “Contestata”. Trattasi, dunque, di notizie i cui contenuti non sono ritenuti affidabili.

Oltre al “marchio”, Facebook include un link che riporta alle motivazioni che hanno portato il social network ad adottare una soluzione analoga. La gestione delle notizie non è, però, ad appannaggio esclusivo di Facebook. Il social network si appoggia, infatti, ad alcune società esterne specialistiche che analizzeranno le segnalazioni degli utenti valutando se effettivamente la notizia contiene argomenti veri oppure no.

Da evidenziare, però, che Facebook utilizza il termine “Disputed” cioè “Contestata” e non falsa. Questo perchè Facebook ha adottato un metodo equilibrato per non voler passare per giudice e censore. Trattasi sostanzialmente di un avviso che il contenuto della notizia non corrisponde al vero e che per questo deve essere considerata come tale. Andare oltre sarebbe stato, probabilmente una forzatura pericolosa. Per esempio, una delle prima notizia “marchiate” riguarda quanto condiviso The Seattle Tribune che scriveva di come uno smartphone Android poco sicuro fosse stato la causa dei leak dalla Casa Bianca. Una notizia non vera e marchiata come tale, tuttavia The Seattle Tribune non è una testata giornalistica vera e propria ma un sito satirico.

Facebook, dunque, ha deciso di muoversi con cautela dando, però, agli utenti tutti gli strumenti per capire cosa stanno leggendo.

Questo sistema dovrebbe debuttare molto presto, come già annunciato in precedenza, anche in Francia ed in Germania.