Ieri, ho seguito la conferenza di presentazione che ha annunciato l’imminente disponibilità di Facebook Home. La nuova macro-applicazione del social network, come l’ho definita, è riuscita a convincermi immediatamente: non sono un grande utente di Facebook, tant’è che annovero appena venticinque contatti sul nuovo profilo e molti sono dei colleghi di Leonardo. Sono iscritto dal 2006, ma ho cambiato più volte account e rimosso diversi amici. L’aspetto più interessante di Facebook Home? Non è nell’integrazione col social network.

Nel commento a caldo ho preferito privilegiare le informazioni essenziali, come i dispositivi compatibili e le caratteristiche principali. Oggi, invece, voglio entrare nel dettaglio… e spiegare perché ritengo che il design di Facebook Home sia qualcosa d’eccezionale: è molto più “pulito” e immediato di quello proposto attualmente da Android. Dovendogli trovare un difetto, è proprio quell’integrazione col social network decantata da Mark Zuckerberg. Se siete degli entusiasti di Facebook, il problema non dovrebbe porsi del tutto.

Facebook Home sfrutta appieno le due gestualità fondamentali del multi-touch ovvero tap e swipe: passare dagli aggiornamenti del Cover Feed alla messaggistica delle Chat Heads è facilissimo e App Launcher ha un’ergonomia davvero apprezzabile. Ovviamente, non avendo ancora provato la macro-applicazione posso soltanto giudicare ciò che è stato dimostrato. Tuttavia, dubito che qualcosa potrebbe farmi cambiare idea perché la piattaforma s’avvicina molto a quanto avrebbe desiderato Mark Shuttleworth da Ubuntu su smartphone e tablet.

La macro-applicazione è a prova d’imbecille e questa non è, come potrebbe sembrare di primo acchito, una proprietà negativa. Chiunque potrà scaricare Facebook Home da Google Play e utilizzarla sul proprio dispositivo: gli utenti più “smaliziati” ridurranno ulteriormente il tempo impiegato nel passare da una funzione all’altra. Gli ingegneri di Facebook sono riusciti a dare un grande significato ai widget: io, che pure li detesto, non potrò farne a meno. La gestione delle notifiche è impeccabile e non è invasiva come con Android.

Procediamo con ordine. Il Cover Feed appare come una rivista da sfogliare sulle superfici dotate di multi-touch e include le notizie più rilevanti dai contatti del social network: il focus è sui contenuti che naturalmente arrivano da Facebook. Cosa succede se arriva una notifica? Beh, non esiste una barra superiore statica da ingrandire o minimizzare. Le notifiche compaiono sullo schermo come dei pop-up e possono essere consultate, raggruppate ed eliminate con estrema facilità. Una caratteristica che le accomuna alle Chat Heads.

Forse, la messaggistica istantanea è l’aspetto che m’intriga di più: i contatti sono mostrati come avatar iscritti in un cerchio trascinabile sull’intera superficie del dispositivo e Facebook Home annulla ogni differenza nel layout di SMS, MMS o chat sul social network. Esatto. Questa macro-applicazione visualizza i messaggi allo stesso modo, a prescindere dalla fonte. Potrebbe diventare un problema, qualora il proprio piano telefonico preveda una tariffa sostenuta sulle conversazioni testuali o multimediali. Io, però, l’adoro.

App Launcher è circolare e s’avvia toccando il proprio avatar, nella parte bassa della superficie. Propone tre schede: la prima contiene le icone di tutte le applicazioni installate, la seconda una selezione delle preferite e la terza è ancora un mistero perché non è stata mostrata durante la presentazione. Personalizzare la scheda delle app più utilizzate è facile come con Jelly Bean e non esistono categorie da configurare. È sufficiente trascinare l’icona dell’applicazione desiderata sulla superficie, da una scheda all’altra.

Il multi-tasking non è un’opzione, è la regola. Facebook Home sovrappone le conversazioni coi contatti alla consultazione delle pagine web sul browser di Android o alle applicazioni avviate. Potrebbe sembrare confusionario, ma l’accurato supporto alle gestualità del multi-touch e il layout dei singoli elementi dovrebbero contenere questo problema. È come se Facebook fosse riuscito a coniugare il minimalismo di Windows Phone alla semplicità di iOS con la duttilità di Android. Sì, lo ammetto. Come web designer ne sono affascinato.

L’entusiasmo non m’ha accecato e, perciò, concludo con le due note dolenti. La prima riguarda i requisiti tecnici: un simile layer sovrapposto ad Android richiede dei dispositivi molto recenti, in distribuzione dal 2012 con Ice Cream Sandwich (ICS) o superiore. Non potrò mai installare Facebook Home sul mio smartphone di fascia bassa. Il secondo problema riguarda la pubblicità perché la macro-applicazione includerà una serie di moleste inserzioni come il News Feed di Facebook. Da qualche parte il social network deve guadagnare.