Gli ingegneri di Facebook hanno messo a punto un nuovo linguaggio di programmazione. Si chiama Hack ed è esattamente quello che ogni developer vorrebbe avere: consente di creare siti e software complessi rapidamente mantenendo al contempo un codice organizzato in maniera precisa e relativamente privo di imprecisioni. Qualcosa che raramente si trova in giro oggi, garantiscono gli ideatori.

Il nuovo linguaggio di programmazione voluto da Zuckerberg dovrebbe essere in un certo senso l’evoluzione di PHP, il linguaggio forse più popolare dieci anni fa quando quello stramaledetto genio si mise a scrivere il codice di Faccialibro. Hack è open source ed è il riflesso di quella che Zuckerberg ha definito negli atti della quotazione in borsa the hacker way, il modo di lavorare degli ingegneri all’interno della sua creatura. Non si tratta solo di un modo di programmare, ma anche di pensare e approcciare i problemi con lo stile non convenzionale degli hacker.

Piccolo dettaglio: il nuovo linguaggio di programmazione è stato già implementato e testato all’interno di Facebook. Nel corso dell’ultimo anno tutto il codice del sito è ora stato migrato da PHP ad Hack. Ed è stato un successo, secondo quanto scritto da Julien Verlaguet e Alok Menghrajani nella nota che annuncia il rilascio di Hack.

Per quale motivo però creare un nuovo linguaggio di programmazione? È presto detto: con il crescere di Facebook occorreva sempre più spazio per archiviare il codice (gli sviluppatori mi perdoneranno per l’eccessiva semplificazione). Ecco quindi l’idea di sostituire ai server delle speciali macchine virtuali. Per lavorare al meglio con queste macchine virtuali è nato Hack.

Il 9 aprile a Menlo Park si terrà il primo hackathon dedicato al linguaggio di programmazione con cui potrebbe essere scritto il codice del nuovo web. Basti pensare che oggi PHP alimenta oltre un quarto dei siti web del mondo intero, cioè tutti quelli che si poggiano su WordPress. In ogni caso, una cosa è certa: per tutti quelli che vogliono fare i programmatori c’è di nuovo qualcosa da imparare.