Il secondo keynote della conferenza degli sviluppatori Facebook F8 ha avuto come tema principale “i prossimi 10 anni”. Per il social network di Menlo Park, i prossimi 10 anni rappresentano un importante traguardo da raggiungere con la realizzazione di alcuni progetti che sono stati illustrati durante la presentazione. I tre principali punti trattati sono stati la connettività, l’apprendimento da parte dei computer e la realtà virtuale.

Open Compute Project

Open Compute Project di Facebook

Open Compute Project ha rivoluzionato i data center

Facebook, prima di presentare la propria visione dei prossimi 10 anni, ha sottolineato come negli ultimi anni abbia sviluppato molteplici progetti e uno di questi è considerato essere un’importante pietra miliare nel mondo dell’informatica. Infatti, il social network di Mark Zuckerberg ha pensato di rinnovare completamente il concetto di datacenter e realizzare macchine ad-hoc per le proprie esigenze. Da tutto ciò è nato Open Compute Project, un’iniziativa che ha come obiettivo quello di condividere con altre aziende il design di server e data center più efficienti. In questo modo, Facebook è riuscita a migliorare l’efficienza dei propri data center, ma allo stesso tempo ha permesso a molte altre aziende, tra cui Microsoft, IBM, HP, Intel e Apple, di aderire ad un progetto che punta a rivoluzionare la gestione dei server e dei data center.

React Native

Un altro annuncio importante, seppur dedicato agli sviluppatori, riguarda React Native che adesso è aperto a tutti. Questa libreria disponibile su Github permette di creare applicazioni iOS e Android native utilizzando JavaScript e la libreria React di Facebook. React Native, infatti, compila le applicazioni sviluppate in modalità nativa offrendo il look specifico sia per iOS che Android.

Connettività e Internet.org

Copertura internet nel mondo

Copertura internet 4G, 3G e 2G nel mondo

Facebook durante il keynote ha posto particolare enfasi alla connettività e al progetto Internet.org. Come è ben noto, la connettività 4G raggiunge pochi centri urbani, mentre 3G e 2G risultano essere più estesi, senza offrire copertura in tutto il mondo. Il motivo per cui non siano stati fatti investimenti per allargare la copertura Internet è principalmente di natura economica e proprio per questo motivo Facebook ha deciso di offrire una soluzione non convenzionale a questo problema.

Drone per Internet di Facebook

Copertura Internet con drone

L’idea alla base del progetto Internet.org è quella di portare connettività Internet in ogni angolo del mondo. Inviare il segnale Internet dal cielo, attraverso droni appositamente sviluppati, rappresenta la strada più innovativa e meno costosa. Proprio per questo motivo, Facebook ha già realizzato un prototipo di drone alimentato a pannelli solari che possiede un’apertura alare maggiore di quella di un Boeing 737, ma un peso inferiore ad una piccola auto. Questo drone è il frutto della collaborazione tra il laboratorio Jet Propulsion della NASA e il centro di ricerca Ames. Per quanto riguarda i dettagli attualmente disponibili, sappiamo che il drone è in grado di volare ad un’altitudine pari a 18 mila metri e offrire connettività internet per vari mesi alle popolazioni coperte. Il livello d’altitudine scelto, inoltre, permette di avere sempre condizioni meteo stabili e vento debole, in modo tale da permettere al drone di volare facilmente e conservare energia.

Prototipo drone solare di Facebook

Il prototipo di drone solare di Facebook

Interfaccia naturale

Un lavoro che Facebook sta svolgendo da mesi riguarda il riconoscimento delle immagini e dei video da parte dei computer. Durante il keynote è stato mostrato come tutto ciò non sia un semplice riconoscimento di un volto, bensì una comprensione del luogo o dell’attività che viene mostrata all’interno del contenuto multimediale. Ad esempio, i sistemi possono comprendere approfonditamente quale tipologia di sport sia raffigurata all’interno di un video o un’immagine e distinguere anche tra sub-categorie di uno stesso sport.

Grazie ai progressi nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), Facebook riuscirà a comprendere le varie tipologie di contenuti condivise e offrire all’utente finale un’esperienza ancor più ricca e che si avvicina alle esigenze di ognuno di noi. Nelle demo mostrate durante il keynote, è evidente come gli ingegneri abbiano lavorato a lungo nel rendere in qualche modo intelligenti i computer. Realizzando network di memoria, inoltre, è possibile realizzare collegamenti ad-hoc tra determinati elementi del linguaggio naturale e permettere di rispondere a domande, per noi semplici e banali ma complesse per un computer.

Oculus Rift

Ultimo e tanto atteso argomento del keynote è stato Oculus Rift, il visore stereoscopico di Realtà Virtuale (VR), che è stato acquisito da Facebook. L’evoluzione dei visori, a partire dagli anni ’80, è evidente e proprio sul palco è stato effettuato un confronto tra BattleZone, creato nel 1980, e un gioco che è ancora in fase di sviluppo, ma verrà rilasciato quest’anno.

Oculus Rift sul palco di Facebook F8

Oculus Rift smontati sul palco di Facebook F8

Inoltre, è stato presentato l’ultimo Oculus Rift denominato Crescent Bay, che integra un paio di cuffie. Allo stesso tempo, la parte finale del keynote è stata realizzata per far comprendere come ragiona il nostro cervello e come gli effetti visivi possano sorprenderci. Ciò che vediamo, infatti, può non essere la realtà, bensì una semplice illusione ottica.

Esempio di illusione sul palco di Facebook F8

Illusione tridimensionale in cui l’occhio sinistro riceve l’immagine in ritardo, rispetto a quello destro.

La grande sfida di Oculus Rift è quella di guardare ad un futuro in cui gli schermi dei dispositivi VR avranno una risoluzione “retinale” pari a 16K x 16K, audio ancor più immersivo e il tracciamento del nostro corpo ulteriormente migliorato. Vi sono molteplici ambiti in cui la tecnologia VR possa migliorare e per Facebook rappresenta il futuro.