Il 30 aprile, Facebook riproporrà F8: la conferenza dedicata agli sviluppatori che – con una cadenza grossomodo annuale – è stata organizzata per anni, ma non s’è tenuta nel 2013. Il periodo dell’anno non è mai stato lo stesso e, anziché in autunno, è stata fissata in primavera. Un ritorno alle origini che metterà l’accento sulle app sviluppate da terze parti, non su nuove soluzioni realizzate dal social network, col contributo delle comunità di Parse e Instagram. WhatsApp non è neppure stata citata fra gli eventi in programma.

Dal punto di vista della piattaforma, Facebook non ha apportato grandi modifiche negli ultimi mesi: Conceal è l’unico strumento degno di nota, se escludiamo Paper che è tuttora disponibile soltanto per iOS. Mark Zuckerberg ha concentrato l’attività sulle acquisizioni illustri, culminate con la trattativa miliardaria per WhatsApp, senza aggiungere molto all’ecosistema originario. F8 sembra andare in una terza direzione, lasciando ai partner l’onere di sviluppare le app che gli utenti potranno installare e usare sui propri device.

L’idea che Facebook sia una piattaforma aperta e non un social network chiuso in se stesso non è affatto sbagliata, ma il FAIL di Home e i passi indietro sulle funzionalità del diario personale lasciano intendere che gli amministratori abbiano perso la brillantezza dimostrata nel recente passato. Ampliandosi, l’azienda dovrebbe armonizzare l’offerta con una migliore integrazione di Instagram e puntare a esaltare il ruolo di WhatsApp: a F8 non avremo nulla di tutto ciò. Al più, sarà migliorato il protocollo di Open Graph Search.