A stretto giro di posta Facebook potrebbe consentire l’invio di denaro tramite un sistema interno al social network. Si tratta di una strategia per spingere sullo sviluppo di Faccialibro nei paesi emergenti. La notizia è apparsa poche ore fa sul Financial Times e chiaramente la risposta dei portavoce di Zuck è stato il classico non commentiamo rumor e indiscrezioni.

Il FT, oltre a citare le solite tre fonti (anonime) informate dei fatti, questa volta ha riportato anche dettagli molto precisi. Facebook avrebbe chiesto l’autorizzazione a diventare un servizio di e-money in Irlanda, dove ha il proprio quartier generale europeo. L’obiettivo è intercettare i trasferimenti di denaro verso i paesi dell’europa dell’Est e dell’Africa, da cui provengono badanti, colf e tutti quei lavoratori che vengono a lavorare in Europa e mandano regolarmente i soldi a casa. Senza dimenticare l’India, un potenziale enorme serbatoio di utenti. Inoltre il FT cita tre startup europee (TransferWise, Moni Technologies e Azimo) che sarebbero in trattativa con Facebook per aiutare il social network a gestire il servizio.

L’autorizzazione dell’Irlanda consentirà a Faccialibro di diventare un istituto di monete elettroniche: potrà così emettere unità di scambio dal valore standardizzato e che saranno valide tramite un processo chiamato “passporting”.

Si tratta dell’ennesimo passo di Mark Zuckerberg nella direzione dell’espansione nei paesi emergenti. Una strategia in cui Zuck sta investendo parecchio e i cui due capisaldi finora erano stati Internet.org e WhatsApp.