Facebook sa di spaventare molti utenti nuovi ed anziani sul versante privacy. In realtà l’azienda di Zuckerberg ha a cuore le decisioni che gli internauti prendono in merito alla protezione dei loro dati personali, per questo ha ingaggiato una battaglia con la Power.com.

Le leggi federali degli Stati Uniti in materia di protezione dei dati personali, sono state violate dalla società Power.com che ha perso la battaglia legale contro Facebook. A stabilirlo è stato un tribunale che ha analizzato a fondo il funzionamento dell’applicazione di Power.com.

Quest’azienda, con sede alla Isole Cayman, ha lanciato già da diversi anni, un portale che consente l’accesso simultaneo a diverse piattaforme di condivisione e network, per esempio Twitter e Facebook.

In quest’ultimo caso, però, l’applicazione riusciva ad accedere anche ad altri dati degli utenti di Facebook e per questo l’azienda ha deciso di rivolgersi ai porporati d’Oltreoceano. L’accusa, in piedi già dalla fine del 2008, era quella di violazione del copyright, concorrenza sleale e atti d’abuso.

La sentenza a favore di Facebook è storica anche in relazione alla platea di Power che in pochi mesi è riuscita ad attrarre un gran numero di utenti soprattutto in Brasile dove attraverso il portale incriminato si poteva andare simultaneamente a cinguettare o a condividere contenuti su Myspace.

Il giudice dovrà pronunciarsi sulla responsabilità diretta del fondatore della Power.com.