Sembra che Mark Zuckerberg lo faccia apposta: le novità più interessanti di Facebook sono quelle che il social network non comunica a mezzo stampa (e sembrano ininfluenti). Un esempio recente è stato quello delle conversazioni ad albero e da ieri è possibile aggiungere ai dettagli dei profili le proprie competenze professionali. La nuova sezione, posta appena sotto all’eventuale datore di lavoro e alle scuole frequentate, permette d’indicare l’esperienza acquisita — che, sui linguaggi di programmazione, è particolarmente utile.

A comunicarlo è stato Ken Yeung su The Next Web, sottolineando la vicinanza della nuova funzione a LinkedIn: per quanto mi riguarda, Facebook ha soltanto assecondato un trend che chi lavora nelle cd. «risorse umane» (termine che io trovo angosciante) segue da tempo. Quando il social network è diventato un fenomeno di massa, inevitabilmente i datori di lavoro hanno iniziato a “controllare” i candidati sui rispettivi account. Perché mai non trasformare una deprecabile invasione della privacy in un’opportunità di profitto? Appunto.

Nella sua semplicità, l’aggiunta delle competenze professionali al profilo è “strategica”: digitando un termine nel relativo campo, compaiono delle pagine comunitarie che possono essere associate al profilo. È la risposta di Facebook all’ultima espansione effettuata da LinkedIn – che ha proposto le University Pages, affini al business del social network che è partito proprio dai campus universitari statunitensi. La ricerca del lavoro è diventata l’ennesima attrattiva del portale di Zuckerberg? Beh, secondo me lo è sempre stata.