È già da un po’ che ce lo stiamo chiedendo: quanto durerà Facebook? Io alterno la convinzione che sia oramai eterno a quella che sparirà a breve. Questa seconda teoria è sposata in pieno dall’antropologo Daniel Miller dell’University College di Londra, il quale ha applicato ai social network il modello delle malattie. Cioè, consideriamo Facebook un virus: quanto ci mette a diffondersi e infettare tutti prima di essere debellato?

La storia già da sola ci dice qualcosa. Prendete MySpace: nato nel 2003, ha cominciato a crescere seriamente nel 2005 fino a raggiungere il picco nel 2008. In quel momento però Facebook aprì a tutti su MySpace nel giro di tre anni non c’era più nessuno.

Ora che su Facebook ci sono anche mamma e papà i ragazzini hanno già cominciato a storcere il naso, virando verso le app di messaggistica e quelle nate per gli smartphone. L‘esodo non c’è ancora stato, ma le avvisaglie ci sono. Il nostro antropologo come le ha scoperte? Semplicemente confrontando le ricerche su Google della parola Facebook e MySpace con i modelli di diffusione dei virus. La maggior parte della gente infatti per andare su un sito lo cerca prima in Google (siate onesti, lo fate anche voi!). Confrontando l’arco temporale dei risultati “normalizzati”, Miller ha verificato l’inizio del crollo delle ricerche, che secondo lo studioso dovrebbe diventare evidente nel corso dell’anno.

Secondo Miller siamo davanti ai primi sintomi di “guarigione”. Nel 2017 Facebook dovrebbe essere quasi debellato o quantomeno assomigliare molto a quello che è oggi FriendFeed, con un 20 per cento di fedelissimi che resisteranno a tutte le cure. Se volete approfondire la ricerca, lo studio di Miller è consultabile on line.

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