Mark Zuckerberg vuole lanciare la sfida a PayPal. Questa è stata l’unanime prima impressione quando si è diffusa la notizia, pubblicata per prima su su All things D, che Facebook sta testando un sistema di auto-completamento per i form di acquisto. Benché TechCrunch abbia presto ridimensionato lo scenario, riportando come Facebook non abbia alcuna intenzione di soppiantare un partner strategico come PayPal, la faccenda è piuttosto interessante perché pone una domanda di fondo: Voi vi fidate di Zuck?

Facciamo un passo indietro. Facebook sta testando uno strumento anche consente di completare con i dati della nostra carta di credito un form on line per acquistare qualcosa. Quella specifica cosa da acquistare non sarebbe altro che uno dei prodotti reclamizzati dai banner all’interno di Facebook. Andiamo nel concreto: vedi una cosa che ti interessa, clicchi sul link e ti si apre una pagina in cui con un click puoi completare l’acquisto, senza bisogno di scrivere ogni volta le tue credenziali. Se vi pare di avere un flash back sì, l’avete già visto, è esattamente quello che succede sull’App Store e nel Google Play.

La strategia di Zuckerberg si evoluta da qualche tempo e punta a collegare gli acquisti all’esposizione pubblicitaria. È lo stesso obiettivo alla base del progetto che ha legato Facebook a Datalogix: in sostanza collegando il tuo account Facebook alla tua carta fedeltà del supermercato, Zuck sa se hai comprato quella scatola di cereali dopo aver visto la pubblicità su Facebook. Allo stesso modo, se hai comprato un televisore dopo aver cliccato sulla pubblicità che hai visto su Facebook, il banner che Zuck vende acquista comprovato valore e misurando il ROI (return on investment) Faccialibro può aumentare la richiesta economica per quello spazio e soprattutto gli inserzionisti sarebbero molto più attratti dal social network per le loro promozioni.

Torniamo alla domanda fondamentale: voi affidereste così la vostra carta di credito a Facebook? Io, sinceramente, no. Nella miriade di clausole che dovreste leggere per gestire al meglio la privacy potete rendervi conto come sia particolarmente complicato capire che fine fanno i propri dati. Ora, poniamo pure che Facebook possa garantirmi di non dare a nessuno il numero della mia carta di credito. Pensate a tutte quelle app a cui accedete quotidianamente tramite il Facebook connect: vi sentireste di proseguire a loggarvi a destra e manca tramite questo strumento? Aggiungete poi che PayPal è un’azienda che si occupa di gestire un conto corrente, praticamente una banca. Facebook? Un social network che campa rivendendosi i tuoi dati. Ecco, tutt’al più posso collegare il mio account Paypal a Facebook per operazioni commerciali e comunque affidandomi a PayPal e non Facebook per la protezione dei miei dati.

Insomma, dal mio punto di vista proprio non ci siamo. Se proprio, per inserire i dati della mia carta di credito con facilità e senza dovermi stare a ricordare tutto utilizzo al massimo uno strumento come 1Password o LastPass.

Non sarebbe tutto più semplice se Facebook fosse a pagamento? Ecco, la proposta di Biz Stone mi sembra sempre più interessante.