Ciclicamente la bufala del bottone “non mi piace” su Facebook torna di moda. Fra ieri e oggi alcuni giornali e siti italiani hanno ripreso un’indiscrezione vecchia di una settimana traducendo dall’inglese peggio di Google Translate. Esattamente otto giorni fa per la precisione l’ABC ha pubblicato un articolo in cui il product manager di Facebook Fidji Simo annunciava che il network testerà nei prossimi mesi una nuova feature, ossia la possibilità di indicare perché abbiamo escluso qualcosa dal nostro news feed.

Facciamo un passo indietro. Il bottone non mi piace in realtà su Facebook esiste già da tempo. Ha la forma di una “v” e si trova in cima a ogni status update che vedete scorrere all’interno del vostro feed. Se infatti cliccate sopra questo bottone vi troverete di fronte a due scelte: segui post e non desidero vedere questo contenuto. Nel primo caso inizierete a ricevere aggiornamenti ogni volta che qualcuno commenta, esattamente come se aveste commentato il post. Con la seconda opzione invece potete cancellare quel contenuto dal vostro feed. Automaticamente il numero di aggiornamenti di quell’utente o di quella pagina compariranno in modo minore all’interno del vostro feed fino a sparire.

Facebook intende aggiungere l’opzione di indicare perché non volete vedere quella cosa. Non è un bottone dislike, ma la cosa che più ci si avvicina, hanno sottolineato negli scorsi giorni diversi commentatori americani. I nostri buontemponi, dal Messaggero a Panorama hanno pensato bene di parlare esplicitamente di bottone non mi piace. Al punto di tirare in ballo il sociologo Enrico Finzi per mettere in guardia dai pericoli di derive cyberbullistiche dello strumento.

Tre anni fa Mark Zuckerberg si sbilanciò a dichiarare che se era davvero quello che gli utenti volevano, Facebook avrebbe potuto introdurre il pulsante “non mi piace”. Ne è passata di acqua sotto i ponti e Facebook ha cambiato tutta la privacy, ma il bottone dislike non s’è visto.

Ora Facebook vuole sapere perché una cosa non ci piace per un semplice motivo: migliorare la frequenza dei nostri click sulle pubblicità, rendendo un posto maggiormente accogliente il nostro feed.

In un bell’articolo di Paul Sawers pubblicato su The Next Web a seguito del virus legato al bottone “non mi piace” sono riassunti i motivi per cui il dislike non ci sarà mai:

  1. perché la gente sta sui social per creare esperienze condivise e piacevoli e le cose negative non sono social. Ecco perché non ci sono il –1 su Google Plus o strumenti simili su Twitter, Instagram, Pinterest, Tumblr etc. C’è il downvote su Reddit, ma ha tutto un altro senso;
  2. cosa succederebbe a un’azienda che ha speso diversi soldi per creare una pagina Facebook e si vede colpita da una caterva di dislike magari non proprio originali? Ecco, ricordatevelo che Facebook fa i soldi vendendo i vostri dati alle aziende e tramite la pubblicità;
  3. la gente non lascerebbe mai Facebook perché manca il bottone “non mi piace”, quindi perché inserirlo se così com’è Facebook funziona?