Perché gli amici vengono cancellati da Facebook? È la domanda che s’è posta l’Università del Colorado, pubblicando due studi sulla psicologia degli iscritti al social network: la tipologia di contatti che frequentemente subisce la rimozione riguarda gli ex compagni di scuola, soprattutto delle superiori, e i motivi sono piuttosto banali. Politica e religione, le stesse cause che portano a interrompere un’amicizia nella vita reale — dopo il tifo calcistico, azzarderei. Il paradosso è che l’indagine è stata effettuata su Twitter.

Il primo studio verte appunto su quali tipi di amici vengono rimossi più spesso e – dopo i compagni di scuola – arrivano gli “altri” (ovvero, quelli aggiunti senza un legame preciso) cui seguono gli amici degli amici. Infine, i colleghi di lavoro e quanti condividono uno specifico interesse con l’iscritto: mi domando se non sia meglio cancellarsi da Facebook e tagliare la testa al toro, a questo punto. Gestire molti contatti può diventare un incubo e la cancellazione essere obbligatoria, ma quali sono le reazioni degli ex amici?

Qui subentra il secondo studio. La sorpresa è la prima reazione dell’utente rimosso dagli amici: poi c’è chi è seccato, chi divertito e chi triste. Considerato che ognuno di noi vale cinque dollari per il social network, valutare l’impatto psicologico delle relazioni su Facebook non è secondario: due utenti su quattro reagiscono in modo negativo, a grandi linee. È così diverso dalla quotidianità lontana dallo schermo? Non direi proprio anche perché quella sul web è reale quanto quella sul luogo di lavoro o al campo di calcetto.

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