Paghereste per rimuovere la pubblicità dal vostro feed di Facebook? Zuck sta pensando da un po’ di tempo di proporre quest’opzione all’interno di un più ampio programma di personalizzazione del proprio profilo. Sempre pagando, perché Wall Street ha messo il ragazzo sotto pressione. Facebook infatti è il network che sa più cose su di noi e in proporzione fa guadagnare davvero poco ai suoi azionisti. Una cosa come 0,50 centesimi a utente all’anno o giù di lì.

Su GigaOM ci sono tutte le specifiche relative al brevetto in questione, presentato un paio di anni fa, ma approvato solo di recente. E firmato fra gli altri proprio Zuck. Secondo il brevetto Facebook potrebbe offrirci la possibilità non solo di rimuovere la pubblicità, ma di scegliere anche come comporre il nostro feed decidendo noi a quale dei nostri amici dare maggiore importanza e non lasciando tutto all’algoritmo. Qualcosa di simile a quello che già oggi premette di fare Google Plus.

Inoltre all’interno del proprio profilo l’utente potrebbe scegliere di mettere in rilievo alcune immagini o post laddove oggi compaiono le inserzioni pubblicitarie. Per un po’ più di pecunia sarebbe anche possibile impostare a piacimento l’area informazioni del diario. Diario che verrà stravolto nuovamente nei prossimi giorni: domani è prevista una conferenza di presentazione della nuova Timeline e potrebbe anche essere l’occasione per sapere da Zuck che cosa intenda fare con il nuovo brevetto.

La domanda finale è però un’altra: è possibile brevettare una personalizzazione a pagamento di un social network? Parrebbe di sì. Non sarebbe poi una grande novità: l’anno scorso Dalton Caldwell ha lanciato con un discreto successo App.net, clone di Twitter a pagamento. L’iniziativa è stata finanziata da 11mila persone che hanno raccolto 750 mila dollari. Personalmente sono a favore di un network con modalità freemium come potrebbe diventare Facebook, perché le app gratuite sono pericolose come il Gatto e la Volpe.