Un decennio nel mondo informatico è una cosa grossa, e nel mondo dei social ancora di più.
Non sembra possibile, ma Facebook oggi compie un decennio, e tutti noi ne siamo ancora totalmente dipendenti. Forse c’è aria di stanchezza e monotonia, ma ormai Facebook è uno dei grandi vecchi di internet, è la Rai dei social network, ha pure gli stessi colori (ma almeno niente canone). Non ce ne possiamo liberare.
E se non ne siete convinti, ecco gli immancabili 10 motivi per cui non possiamo mollare Facebook.

1 – ON THE ROAD
Rinunciare a Facebook sarebbe come rinunciare alle strade. Magari son sempre le stesse strade che facciamo tutti i giorni, monotone, con le buche, con troppo traffico e piene di gente esaurita che urla dal finestrino, ma possiamo farne a meno? No.

2 – TIMELINE STIMOLANTE
Dopo aver aggiunto tutti gli amici, i blogger, le pagine che vi piacciono, ecc, e dopo aver disattivato gli aggiornamenti degli amici più inutili e noiosi, potrebbe succedervi una cosa curiosa, cioè ritrovarvi una timeline interessante, piena di spunti e notizie e idee che arrivano da persone diverse, e che se mischiate, accostate, messe una dopo l’altra, sono quasi stimolanti.
Sembra una bestemmia, se riferita a Facebook, eppure succede.

3 – GOOGLE CHI?
Un amico di un amico mi ha detto che devo lasciare Facebook perché un suo amico su Google Plus ha fatto un sacco di cerchi, o qualcosa del genere. Non mi ha convinto molto.

4 – CI ABBIAMO GIÀ PROVATO
Molti hanno provato a cancellarsi da Facebook, e poco dopo si sono ritrovati in quelle situazioni in cui si diceva “Ehi, hai visto che roba? Ah, già, tu non ci sei più su Facebook, che peccato”, e poi si perdevano gli eventi, i discorsi, tanta roba dei loro amici, diciamo metà della vita sociale, forse di più. Così provavano a resistere per un po’, e poi tornavano.

5 – CURRICULUM
Ce ne hanno parlato un sacco di volte, pensavamo fosse una creatura mitologica, e invece ci è capitato il proverbiale datore di lavoro che, prima di assumerci, vuole guardare cosa combiniamo su Facebook, e se non ci siamo potrebbe pensare che abbiamo qualcosa da nascondere. Meglio restarci, per ora. E non scrivere parolacce.

6 – DIPENDENZA
Basta, è l’ultima volta che lo uso, adesso mi cancello. Anzi, prima insulto quell’idiota del mio amico che crede alle scie chimiche, ma giuro che è l’ultima volta. Metto mi piace alla pagina-tormentone del momento, e poi stacco tutto, basta, è finita, kaputt. Però che gnocca l’amica di mia sorella! Uh, questa foto DEVO commentarla. Magari se la prenderà, ma tanto mi cancello tra poco. Giuro.

7 – TWITTER È STRANO
Scrivere cose in 140 caratteri: cioè, ma si può? Ma vuoi mettere con un bello status corposo e logorroico? E poi su Twitter ci provano tutti con i vip, sperano di essere seguiti o di parlare con un pezzo grosso, o peggio, con le tweetstar! Gente poco raccomandabile, quella.

8 – VIDEOGIOCHI
Candy Crush Saga è il gioco più brutto del mondo, lo odio da morire, è un incubo e non riesco a superare il livello 65, mi fa impazzire, ogni volta che perdo rischio di trasformarmi in Hulk e spaccare tutto. E questo mi fa sentire vivo!

9 – NON HO VOGLIA
Ma chi ce la fa a imparare ad usare un nuovo social? E quale dovrei usare? Twitter ho già detto di no; Instagram è una palla, ci sono solo foto e non ci sono i miei amici; Tumblr non so come si pronuncia; Pinterest non ho capito cos’è, e poi c’è ‘sto Google Plus, che secondo me è una parola inventata.

10 – ESSERCI O NON ESSERCI
E insomma che banalità: su Facebook ci sono tutti, ce l’hanno tutti, scrivono tutti le stesse cose, che noia. Però certo, non essere su Facebook è da sfigati grossi, eh. Cioè, dove vai senza Facebook? Non esserci è una cosa da alternativi, però troppo alternativi. Insomma, resto. No, non resto. Resto e apro una pagina fichissima, così li metto tutti a tacere. Non resto. Ma mi si nota più se mi cancello, o se resto e parlo male di Facebook? Ho capito: mi scatto una foto al coso, la posto, e poi mi cancello per sempre. Però, se faccio una cosa del genere, sarò una leggenda. Allora resto.