Phil Libin è intervenuto personalmente per rassicurare gli utenti e riassumere gli obiettivi del 2014 di Evernote: alcuni hanno avuto la sensazione che alla app mancasse qualcosa e non stesse avendo la stessa efficienza che l’ha resa popolare, quindi il CEO ha voluto dire la propria. Libin condivide alcune delle obiezioni mosse al lavoro degli sviluppatori, ammette gli errori commessi in itinere e promette di migliorare l’esperienza degli utenti. La parola d’ordine del nuovo anno – secondo me – dovrà essere «razionalizzazione».

Evernote, per certi versi, condivide la strategia di Google: buttarsi a capofitto in qualunque ambito. In settembre ha persino lanciato un negozio virtuale che vende dai prodotti per l’ufficio ai calzini. La app non è una soltanto, ma sono diverse e spesso riprendono le stesse funzioni. Questa è la confusione che Libin dovrebbe cercare di risolvere nel 2014, perché la piattaforma è valida e ha ampi margini di miglioramento. Non penso abbia senso separare i widget dall’applicazione ufficiale per Android e Skitch dovrebbe sparire.

Quest’ultima doveva essere ritirata per integrarsi con Evernote, ma è tuttora presente come app separata sugli store: non dimentichiamo che esiste pure Clearly. Ecco, se proprio devo muovere delle critiche a Libin è nell’eccessivo numero d’applicazioni che distribuisce — a prescindere dai vantati aggiornamenti di quelle per iOS 7 e Mac OS X Mavericks. Ho apprezzato le novità di Web Clipper su Chrome, l’estensione ha senso che rimanga divisa dalla app, però io non concepisco l’esistenza di tre applicazioni diverse per il mobile.

Photo Credit: Adam Tinworth via Photo Pin (CC)