Apple avrebbe evaso un miliardo di euro di tasse in Italia. Sarebbe questa, seconda la Reuters, l’accusa dei giudici di Milano nei confronti dell’azienda di Cupertino. L’agenzia di stampa cita una fonte interna al tribunale di Milano, che non viene però nominata, e che avrebbe confermato l’indagine in corso per frode fiscale.

Non è la prima volta che Apple viene accusata di evadere le tasse. Successe la stessa cosa durante la scorsa estate, quando venne fuori il polverone Irlanda legato alle aziende, in specie quelle tech, che hanno sede in Irlanda e filiale in Italia, e pagano quindi le tasse secondo un meccanismo che più o meno è “dove fa più comodo a loro”, facendo figurare che chi vende è l’azienda irlandese. Una di quelle cose che fa andare di matto tutti quelli con partita IVA che vorrebbero acquistare on line da Apple o Amazon e non possono perché se lo fanno si ritrovano con una fattura senza IVA.

Di chi è la colpa di tutto questo? Nostra. Non siamo capaci di fare le leggi né di applicarle. Perché quando andiamo a votare mandiamo al governo degli imbecilli che davanti a problemi che si ripresentano ciclicamente, come quello del sovraffollamento delle carceri, reagiscono in maniera pigra e proponendo inutili rimedi momentanei, come l’indulto o l’amnistia, anziché cercare una soluzione a lungo termine.

La faccenda dei pagamenti delle tasse in Irlanda risale al 2007. Che hanno fatto i nostri “politici” nel frattempo? È così difficile avere una legge che impedisca chiaramente di non pagare le tasse qui?

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