Evan Blass, meglio noto con lo pseudonimo di @evleaks, ha dichiarato su Twitter che non pubblicherà altri scoop sui prodotti di futura commercializzazione: un tweet cui è seguita l’intervista su The Next Web, dove ha spiegato il motivo del suo ritiro. La ragione? Economica, a quanto pare, perché non basta essere un punto di riferimento nella divulgazione dei rumor per guadagnare a sufficienza e mantenersi. Non è giusto il denaro a spingere Blass a uscire di scena perché di recente gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla.



Blass è stata la fonte primaria di numerose indiscrezioni sugli smartphone in uscita, come il Nexus 6 [vedi gallery] che potrebbe essere prodotto da Motorola come un phablet. Interessante che Blass abbia provato, senza successo, a incrementare le visite al proprio sito coi tweet sponsorizzati: nonostante il traffico, l’investimento non è bastato a raggiungere i risultati sperati dal leaker. È un aspetto importante dell’intervista che fa riflettere sull’efficacia della pubblicità su Twitter, a latere della notizia del suo ritiro.

Non ha inciso, invece, la scelta di svelare la propria identità ad Android Police: tutti sanno chi è @evleaks, ma Blass non ha avuto problemi di sorta nel dare un volto al popolare account su Twitter. Un altro spunto per discutere sull’anonimato in rete che nell’ultimo mese è a rischio con l’attacco hacker a Tor. Che ne sarà del sito e del profilo? Blass non pensa di chiuderli definitivamente in attesa che qualcuno ne raccolga l’eredità. Probabile che la “caccia” si trasformi in un’asta al rialzo, benché il blog sia in perdita.

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