Estate e tecnologia: lo scorso anno sostenevo l’importanza di prendersi una pausa dal vivere sempre connessi, esistenza che conduce all’esaurimento nervoso, e dalla quale bisogna sapersi staccare.
I fatti, però mi smentiscono: d’estate le persone fanno una marea di post, video e selfie, e postano su ogni social valanghe di foto delle vacanze, anche solo di gambe unte al sole.

A questo punto, l’unica cura per la psicosi da social può essere solo un’indigestione: portate ANCORA più tecnologia in vacanza. Come minimo occorrono: un iPhone, un tablet, qualcosa che faccia superfotografie, i Google Glass per avere le mani libere, un computer per la postproduzione con i giusti software, e mini router portatili impermeabili, dopodiché dovrete lavorare giorno e notte sui contenuti.
Al lavoro, su.

COPRIRE TUTTE LE POSSIBILITÀ
Lo scopo delle vacanze è quello di far accadere cose degne di essere postate su Facebook. Tuttavia, la quantità di cose interessanti che accadono intorno a te sarà sempre superiore alla tua capacità di immortalarle: bisogna lavorare su questo.
Assicurati sempre di avere sempre con te un obiettivo funzionante, batterie cariche e di riserva, e una connessione sempre, dovunque, a qualunque costo.
I tuoi amici ti capiranno.

CHI DORME NON PIGLIA LIKE
Di notte accadono le cose migliori, in mezzo alla movida, al baccano, quando la gente è sufficientemente ubriaca e inconsapevole. Come certamente saprai, il video di un amico ubriaco che fa cose discutibili vale almeno un migliaio di like: sii un bravo reporter, non dormire, non divertirti, rimani sobrio, guardati intorno e stai pronto a filmare.
Il duro impegno ti ricompenserà.

NAVIGATORE SEMPRE E COMUNQUE
Non chiedere informazioni agli umani: è demodè.
I posti migliori sono per forza quelli indicati da Google Maps, Foursquare e TripAdvisor. Affidati solo a loro, osserva tutto scrupolosamente, e al minimo difetto che trovi lascia subito una recensione negativa. L’utente ora è il prosumer, è creatore e giudice supremo, è Dio, quindi lasciati andare, trova i posti cercandoli dall’alto e giudicali senza pietà.
È così che si migliora il mondo.

POESIA E ROMANTICISMO 2.0
Vacanza vuol dire amore, vuol dire tramonti e notti romantiche, e panorami indimenticabili, e la pucciosità porta un mucchio di like.
La foto più suggestiva che farai sarà la tua copertina di Facebook: tutti devono sapere che sei un incredibile romantico, un po’ nevrotico, un po’ photoshoppato, ma certo unico (cit.).
Oltre alle foto, lavora anche sui testi da allegare: non serve impegnarsi molto, basta prendere Google e cercare aforismi di Neruda, di Hikmet, di Jim Morrison, di Fabio Volo.
Hai mattinate e pomeriggi interi per lavorarci su, mentre prendi il sole. Cerca di non deludermi.

SANGUE E PULP
Un altro contenuto performante è l’ansia, il dramma, il pulp.
Le vacanze sono piene di pericoli, e tu devi essere pronto a documentarli e a condividerli in real-time. I tuoi amici potrebbero farsi male in qualsiasi momento: insetti, meduse, pesci ragno, scottature, malattie esotiche, draghi di komodo, orche assassine. Il pericolo sui social porta attenzione, ansia, e quindi curiosità, e quindi solidarietà, e quindi tanti like.
Prima di disinfettare le ferite, prima di mettere cerotti, prima di andare all’ospedale, fai delle foto in alta risoluzione, magari anche dei video, in HD e con un ottimo audio per far sentire bene le urla.
Il Klout schizzerà alle stelle.

GNOCCA
In assoluto il contenuto che va per la maggiore durante tutto l’anno, ma soprattutto d’estate. Condividere continuamente foto di gnocca attira le visite sia degli utenti maschi (che sbavano), sia degli utenti donne (che rosicano).
Puntare sui contenuti di gnocche assicura un Klout alto e in crescita costante, ma non basta: occorre ricerca, impegno continuo, i giusti filtri di Instagram, e soprattutto saper fare delle combo per massimizzare l’engagement.
Gnocca e mare.
Gnocca e food.
Gnoccca e complottismo.
Gnocca e gattini.
Gnocca e gnocca.