Ogni volta che parliamo di noi stessi, che ci liberiamo di qualcosa che è legato ai nostri sentimenti più intimi, anche attraverso un post su Facebook, un tweet, oppure la condivisione di una foto su Instagram o Pinterest, bhè, il nostro cervello rilascia una sostanza che dà piacere. 

Stando a quanto dicono i ricercatori dell’università di Harvard, l’area del nostro cervello che si attiva quando parliamo di noi stessi si chiama area tegmentale. Questa è piacevolmente stimolata durante le attività di espressione del proprio io.

In tempi moderni, il diario intimo è stato sostituito dai social network, per questo, in modo anche un po’ pittoresco, potremmo dire che essere taggati dà piacere. In pratica ricevere un apprezzamento ad un post o essere chiamati in causa, arreca la stessa soddisfazione fisica della degustazione del proprio piatto preferito, di una vincita in denaro, dello stesso atto di fare l’amore.

Se invece che essere concentrati su se stessi, però si è concentrati su altri, il piacere rallenta. In questo modo è stata provata scientificamente la soddisfazione insita nell’egocentrismo e la capacità dei social network di stimolare proprio l’egocentrismo.

I ricercatori, spiegano che molte persone, la maggior parte, dedica il 30 o anche il 40 per cento dei post a parlare di sé. Sui social network la tendenza sale all’80%.