Giovedì, il Presidente Esecutivo di Google ha rilasciato un’intervista durante lo svolgimento del summit organizzato in India da The Guardian: le dichiarazioni sono state così interessanti da “dirottare” l’attenzione sul BlackBerry che impugnava. Se proprio volete saperlo, Erich Schmidt ha assicurato che Android e Chrome OS non arriveranno a essere un unico prodotto nel prossimo futuro. Nulla che non s’intuisse da tempo. Piuttosto, anch’io parlerei dell’affezione di Schmidt per BlackBerry che portava con sé nel 2009 e nel 2011.

Schmidt apprezza a tal punto BlackBerry da ammettere che Android non è riuscito a convincerlo alla sostituzione: presto, infatti, acquisterà un Q10 che era stato illustrato da RIM all’evento di presentazione dei nuovi dispositivi. Il motivo principale sarebbe la tastiera QWERTY che, pure disponibile su alcuni dispositivi con Android, non ha mai raggiunto i modelli di punta del sistema operativo. Schmidt non potrebbe certo ammetterlo, ma io sono convinto che la scelta sia dovuta a ragioni differenti. È una questione di abitudini.

Commentando l’evento di RIM, avevo sottolineato come i nuovi smartphone siano «sempre i soliti» BlackBerry: Silvio Gulizia, nonostante arrivi a definire “rivoluzionario” lo Z10, l’ha confermato. BlackBerry propone ottimi dispositivi ai professionisti, a prescindere dall’ambito lavorativo, e Schmidt non ha bisogno delle applicazioni di iOS o Android. Quelle predefinite di BlackBerry sono più che sufficienti nel garantire l’usabilità del device. La discriminante nella scelta dello smartphone non è quantitativa, bensì qualitativa.

Tolto dalla scatola, un BlackBerry è pronto a essere sfruttato al 100%. Barack Obama, per citare un altro entusiasta, o Schmidt non hanno il tempo di “sfogliare” i negozi virtuali alla ricerca delle app più improbabili: quella è un’abitudine da adolescenti annoiati, che spaziano da Angry Birds a Instagram con disinvoltura. Chi lavora con lo smartphone, probabilmente non installa videogiochi oppure altri divertissement e BlackBerry ha tutto il necessario alla produttività. La risposta è capire quale sia la scelta migliore per sé.

Andy Rubin, che ha appena lasciato Android per un altro progetto, possiede un Lumia con Windows Phone. Steven Sinofsky, ex direttore dello sviluppo di Windows 8, ha un iPhone come Marissa Mayer che presiede Yahoo!. Personalmente, dovendo controllare la visualizzazione dei siti web sui vari dispositivi, dovrei averne uno per sistema operativo: non ho un portafogli a fisarmonica e perciò devo accontentarmi dello smartphone più economico. Forse, se lavorassi in Apple comprerei comunque un Samsung SIV o tutt’al più un Sony Xperia Z.

Dubito che Schmidt abbia delle difficoltà economiche e, se ha scelto BlackBerry, è perché ritiene che sia lo smartphone più adatto alle proprie esigenze. La tastiera QWERTY può essere un aspetto, ma non credo sia l’unico, che ha suggerito questa scelta: in ambito lavorativo le variabili da considerare sono diverse. Io, ad esempio, vorrei ottenere un ecosistema omogeneo fra tutti i dispositivi che possiedo. La proposta di Canonical con Ubuntu su tablet e smartphone, come su desktop e laptop, potrebbe essere una soluzione ideale.

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