Rischia l’ergastolo Ross Ulbricht, considerato fondatore e amministratore di Silk Road, bazar criminale del “deep web” in cui era possibile reperire droga, armi e documenti falsi. Il trentenne americano è stato appena dichiarato colpevole di sette capi d’accusa.

Il tribunale federale di New York ha giudicato Ulbricht per traffico di droga, pirateria informatica e riciclaggio di denaro. Il sito di e-commerce illegale Silk Road (“la via della seta”) era del resto specializzato in ogni tipo di traffico illecito. Per accedere alla piattaforma, online dal 2011 al 2013, era necessario passare attraverso la rete parallela Tor (The Onion Router), un particolare sistema di comunicazione anonimo per Internet.

Tutte le transazioni illegali che avvenivano su Silk Road erano poi basate sui Bitcoin, sistema crittografato che consente il possesso ed il trasferimento anonimo del denaro. L’FBI ha calcolato un business complessivo intorno ai 100 milioni di dollari per il sito e un totale di 18 milioni intascati dal suo boss, che guadagnava “monete elettroniche” ad ogni affare concluso.

La linea adottata dalla difesa del ragazzo, basata sul “gioco” e sul semplice “esperimento informatico” convincerà i giudici USA? Per la condanna definitiva bisognerà attendere il mese di maggio ma le “prove digitali” non mancano e dato che il pirata del web “era ben cosciente di ciò che accadeva nel mercato nero di Silk Road”, il verdetto potrebbe anche rimanere ancorato sul massimo della pena.