Questa mattina ho partecipato all’inaugurazione della nuova sede di EnLabs, uno spazio di 1.500 metri quadrati sopra la stazione Termini dove l’incubatore romano ospita le proprie startup e che vuole porsi come luogo di ritrovo per gli startupper romani. Sto scrivendo un articolo su di loro, che al grido sempre meno scomposto di daje daje si stanno organizzando per fare la rivoluzione.
Provate a immaginare un migliaio di milioni di all star che marciano in ordine scomposto: quella che ancora tanti considerano un’armata brancaleone di sbarbatelli ha oramai chiara una cosa nella testa: fra cinque o dieci anni il mondo sarà completamente diverso.
Ve lo ricordate il mondo di dieci anni fa? Non c’era Facebook e i social network erano un concetto ancorato ai pub. Google era startup in odore di quotazione in borsa. Dell’iPhone solo il buon Steve aveva una vaga idea e i telefoni più avanzati navigavano su rete wap.
La metafora delle all star la devo a una canzone degli A Toys Orchestra: Midnight (r)evolution. Le rivoluzioni si fanno nelle piazze, non in parlamento. Napoleone il proprio impero l’ha costruito cominciando a marciare a piedi nudi sull’Italia. Come ha sottolineato Luigi Capello, fondatore di EnLabs, oggi per fare una startup bastano diecimila euro, una cifra più che accessibile. Grazie all’open source, agli open data, al cloud computing e a tutte le iniziative come EnLabs chi vuole può provarci.
Oggi l’Italia è tutto un pullulare di startup. Molte morranno in battaglia, ma combattono per un sogno e quando la gente scende in piazza e mette in gioco i propri sogni il mondo può cambiare davvero.
Date uno sguardo ai numeri di Internet e vi renderete conto che il grosso ha da venire. Date un occhio alle startup premiate al Codemotion, giusto per citare le ultime di cui vi abbiamo raccontato anche qui, e vi renderete conto che ci sono mille spazi vuoti ancora da colmare. Date uno sguardo al video in cui Steve Jobs racconta la sua startup Next. Ora basta dare sguardi in giro a destra e manca, c’è una rivoluzione in corso e non vorrete mica rischiare di farvi travolgere, vero?

Nella foto il team di Atooma