Joseph Zawodny ha illustrato un nuovo progetto della NASA che promette la futura creazione di piccoli reattori nucleari “puliti” per utilizzo domestico: Low-Energy Nuclear Reaction (LENR) è una tecnologia che vorrebbe sfruttare la reattività del nickel per superare il dilemma fra la fissione e la fusione nucleare, senza rischi per la salute. Un’applicazione della teoria di Widom-Larsen che presto potrebbe rispondere all’intera richiesta mondiale d’energia con l’1% del nichel presente in natura. Cerchiamo di capire come e perché.

In termini estremamente semplici (non sono un fisico, quindi affronto l’argomento con un approccio molto terra-terra), un reticolo di nichel colpito da idrogeno reagisce sprigionando energia per l’oscillazione degli elettroni: il nichel è un elemento chimico presente nei cibi, tant’è che è facile sviluppare delle intolleranze alimentari dove fosse presente, non parliamo d’uranio. LENR potrebbe immagazzinare l’energia prodotta, per esempio, consentendo di ricaricare le batterie di tablet e smartphone oppure di automobili e aerei.

Ovviamente, alla NASA interessa più l’applicazione agli shuttle. Il consumatore, però, potrebbe abbattere i costi dell’energia elettrica utilizzando un sistema “pulito” e sicuro. Perché non esistono ancora dei mini-reattori del genere sul mercato? Il problema è dovuto all’accumulazione dell’energia: la quantità sfruttabile è spesso inferiore a quella necessaria a innestare la reazione, perciò i sistemi basati su LENR consumano più di quanto possano generare. Risolto questo problema, presto potremmo averne uno nelle nostre case.