Tim Berners-Lee, il “papà” del web, è intervenuto ai microfoni di BBC Radio sulla questione del Datagate — e, in particolare, sul ruolo avuto da Edward Snowden nello scandalo: il tecnico statunitense sarebbe «una parte davvero importante del sistema» per garantire la libertà di internet. Pressoché ignorato durante le vacanze negli Stati Uniti, Snowden s’era rivolto proprio al popolo britannico con un appello di Natale sulla privacy che «i figli degli Inglesi non avranno mai». Il creatore londinese del web l’ha molto apprezzato.

Non tutti hanno la stessa opinione di Snowden e – nonostante la mia profonda stima per Berners-Lee – io non ho cambiato idea: condivido la necessità di difendere l’indipendenza del web dal controllo governativo, ma non sono convinto del fatto che l’ex dipendente della CIA abbia contribuito così significativamente. Forse, il problema è che sono un Italiano e non sono abituato al giornalismo investigativo da The Guardian che per primo ha diffuso le rivelazioni di Snowden né all’impatto di questo sulla società. Qui non è dibattuto.

Mentre quasi tutti i blogger anglofoni hanno detto la propria sul Datagate e le testate statunitensi o britanniche gli dedicano un’ampia copertura, in Italia non è mai diventato un argomento di tendenza: BBC Radio e The Guardian hanno fatto la storia del giornalismo europeo, che nel nostro Paese ha delle caratteristiche profondamente diverse. Così come gli Italiani, che non s’indignano quanto gli Inglesi e non manifestano come gli Statunitensi che occupano Wall Street. Da noi approvano la Web Tax prima del cenone della Vigilia.

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