La libertà di Edward Snowden – il tecnico informatico della CIA che ha permesso lo scoppio del Datagate della NSA – potrebbe essere in pericolo: l’asilo politico in Russia scade il 31 luglio ed è stata chiesta una proroga perché possa restare più a lungo nel paese. Dopo essere fuggito a Hong Kong, infatti, l’informatore statunitense è stato accolto dai Russi che gli hanno permesso di restare a piede libero e apparire in televisione o in videoconferenza per sostenere le proprie ragioni. Sarà ancora possibile o dovrà trasferirsi?

Non esistono valide motivazioni per cui le autorità russe debbano revocare il permesso d’asilo, ma la posizione di Snowden dipende molto dai rapporti fra i due paesi. Il whistleblower, che per non essere intercettato ha usato Tails [vedi gallery] potrebbe essere considerato alla stregua d’una merce di scambio: le tensioni fra la Russia e gli Stati Uniti sono aggravate dalla situazione in Ucraina e i Russi potrebbero barattare la sua libertà con un blocco delle sanzioni occidentali. È uno scenario improbabile, ma non impossibile.

Se la Russia gli chiudesse le porte, Snowden potrebbe sempre tornare in Cina dov’è d’attualità la polemica sulle intercettazioni della NSA: i Cinesi sono convinti, senza avere delle prove, che iPhone sia una minaccia per la sicurezza nazionale e – nonostante le rassicurazioni di Apple – un personaggio come l’informatico potrebbe essere utile a diffondere il panico fra la popolazione per un qualche scopo politico. Sono tutte supposizioni, perché molto probabilmente l’asilo sarà prorogato a prescindere dalle teorie del complotto.

photo credit: tedeytan via photopin cc