Edward Snowden, la tapa che ha svelato lo scandalo del Datagate, è intervenuto sabato a HOPE X – una conferenza di hacker – da Mosca per farsi promotore di nuove tecnologie sulla privacy. L’obiettivo dell’informatico è quello d’informare i cittadini del mondo sulle tecniche per comunicare in modo sicuro, evitando quelle stesse intercettazioni della NSA che aveva denunciato a The Guardian: promuoverà una serie di programmi per l’anonimato e la crittografia dei messaggi che siano affidabili, immediatamente accessibili a chiunque.

Avevamo già parlato della conferenza di New York, perché il creatore di Cryptocat avrebbe presentato proprio a HOPE X un nuovo sistema per cifrare i file: miniLock di Nadim Kobeissi ha scatenato delle polemiche sull’effettiva sicurezza del plugin, ma è un esempio delle soluzioni che Snowden vorrebbe promuovere — come Tails [vedi gallery] che ha usato per trasmettere le informazioni in suo possesso ai giornalisti. Forse, per l’ex tecnico della CIA è il ruolo più adatto… e sarà particolarmente utile ai naviganti meno “smaliziati”.

In attesa di conoscere il proprio destino, che potrebbe essere lontano dalla Russia, Snowden è diventato un personaggio pubblico che divide: alcuni, come Tim-Berners Lee, pensano che sia un eroe. Altri non lo stimano affatto. Qualunque sia l’opinione sull’individuo, avendo raggiunto la notorietà può ritagliarsi uno spazio non indifferente nella divulgazione — perché in grado d’arrivare alle masse, che ignorano l’esistenza dei programmi più diffusi per tutelare la propria privacy. Come strutturerà la nuova campagna divulgativa?

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