Negli scorsi giorni gli sviluppatori di Editorially hanno rilasciato un’interessante novità: la possibilità di pubblicare direttamente sul proprio blog in WordPress.com (ma solo in bozza) o salvare su Dropbox i propri documenti.

Si tratta di una cosa molto utile per tutti quelli che amano scrivere in Markdown e vogliono avere un sistema di scrittura minimalista e distraction free. Questo post, per fare un test, è stato scritto proprio attraverso Editorially. Essendo un regolare utente di ByWord non posso che consigliare l’uso di Editorially a chi non ha un Mac o non vuole spendere quindici euro per acquistare l’app e l’opzione per la pubblicazione. Purtroppo però i due strumenti non sono ancora pari: ci sono mente piccole cose in Byword, come l’auto-riproduzione degli elementi di una lista e la preview del documento, ma soprattutto la possibilità di pubblicare su un sito self hosted che me lo fanno continuano a far preferire, nonostante Editorially sia ora perfettamente funzionante e davvero ben fatto.

I documenti adesso si possono esportare anche in ePub, Microsoft Word, LaTeX e rich text format, oltre che in Markdown e HTML come si poteva già.

Non è questa l’unica novità introdotta dal team di Editorially. A dimostrazione che la startup crede seriamente in ciò che fa è stato pubblicato un magazine on line su cultura e tecnologia battezzato STET e che riprende il tema grafico di Medium.