Authorship, il sistema d’assegnazione degli autori agli interventi pubblicati sul web del motore di ricerca di Big G, è ufficialmente morto. Lo scrive Google – senza dare troppa enfasi alla notizia – nella descrizione stessa del servizio: Authorship markup is no longer supported in web search. Una decisione che non sorprende considerati i cambiamenti che abbiamo descritto nel corso della stagione estiva e che rimette in discussione il ruolo di Google+ del quale costituiva la maggiore attrattiva. Che fine farà il social network?

Procediamo per gradi. All’inizio di luglio, Google ha rimosso le fotografie degli utenti e il numero di visualizzazioni dai risultati — mantenendo, però, il nome e link al profilo di Google+: ciò ha fatto letteralmente crollare le statistiche legate ad Authorship… ma il motivo non era legato alle immagini (o ai numeri) scomparse a partire da I/O 2014. Soltanto, da un paio di settimane queste sono sparite del tutto da Webmaster Tools e adesso è evidente che i piani di Mountain View per il markup delle pagine web siano differenti.

Chi vorrà mantenere o migliorare il proprio posizionamento sul motore di ricerca dovrà passare al protocollo HTTPS, preferito da Google per classificare i contenuti. Tuttavia, perché una sorta di Authorship possa essere ancora visualizzata, è necessario che gli utenti condividano i contenuti su Google+ — ma la foto-profilo e il link sono mostrati esclusivamente se il contatto è nelle proprie cerchie. Significa che il social network è in fase di dismissione oppure gli iscritti saranno invitati a usarlo di più? È tutto da vedere.

Photo Credit: Kārlis Dambrāns via Photopin (CC)