Anche se non posso fregiarmi del titolo di tecnofilo, ho sempre apprezzato quando il progresso tecnologico mi ha permesso di svolgere meglio e con più facilità un’operazione manuale ed analogica.
Non ho pianto – ad esempio – quando i lettori MP3 hanno mandato in pensione i vecchi Walkman: molto più comodo saltare da una canzone all’altra (tra l’altro con qualità superiore) e tenere tutta la propria collezione in una mano e non in uno zaino da 60 kg.
Sono stato felice quando i navigatori e Google Maps hanno defenestrato le vecchie cartine stradali: adesso perdersi è molto più veloce.
Ora però, correndo il rischio di apparire retrogrado e nostalgico, vi confesso che c’è un’innovazione di questi anni che proprio non riesco ad utilizzare: l’ebook.
I lettori di libri digitali hanno da tempo invaso il mercato: si vanno dai più sofisticati Kindle di Amazon alla robaccia che si trova nelle ceste degli sconti dei grandi discount. Non volendo acquistare un dispositivo ad hoc, sono disponibili ormai anche centinaia di applicazioni per tutti gli smartphone e tablet.
La promessa dell’ebook sembra simile a quella che ci ha fatto il lettore MP3: avere tutta la nostra collezione in una mano a cui accedere con facilità. Ad onor del vero fa quanto promette, ma fallisce in tutto il resto. Ed è la ragione per cui, almeno da noi in Italia, il libro cartaceo vince sull’ebook: non è tanto perché la gente è retrograda come me e refrattaria alla tecnologia, ma perché questa è imperfetta.

  1. Prima di tutto, mentre avere tutta la discografia della mia band preferita è una cosa gradita, perché ascolto più canzoni durante la giornata, di avere 1000 libri nel palmo della mano non me ne può fregare di meno: io – come il lettore medio – nel leggo uno, massimo due alla volta;
  2. I programmi per tablet che leggono il formato ePub degli eBook si affannano a replicare, quando si volta la pagina, l’animazione come nel libro reale. Che ovviamente resta la più perfetta e fedele alla realtà, con il tipico feedback sulle dita (anche di dolore, quando la carta ci taglia), quel profumo d’inchiostro ed il tipico suono: sensazioni uniche e non riproducibili con alcun algoritmo;
  3. Le batterie degli eBook Reader, uniti alla tecnologia e-ink a basso consumo, forniscono a questi dispositivi un’autonomia anche di parecchie settimane. Che comunque impallidisce di fronte a quella del libro cartaceo che – se conservato in buone condizioni – arriva senza problemi a qualche centinaia di anni;
  4. Puoi prestare un libro ad un’amico e continuare a leggere qualcos’altro, ma se presti il tuo eBook Reader hai smesso di leggere finché non ti viene restituito;
  5. Alle ragazze piacciono i tipi intellettuali: una libreria ben fornita, quando la inviti a prendere un drink a casa tua, farà sicuramente colpo (anche se piena di Topolini). Per contro un eBook Reader non fa comprendere a colpo d’occhio che fervente lettore tu sia. Anzi, può essere scambiato per un banale tablet: oggetto da nerd (sfigati) che leggono poco o nulla;
  6. I vari Kindle sono sempre più sottili. Se ti trovi nella classica situazione del tavolo che balla, ce ne vorranno almeno 2 o 3 per livellarlo: un dispendio economico enorme;
  7. Anche se dai puristi è considerato un peccato punibile con la pena capitale, su di un libro cartaceo puoi scarabocchiare, sottolineare e prendere appunti. Sugli eBook no;
  8. Nessun programmatore riuscirà ad implementare un sistema di segnalibri migliore del dito indice tra le pagine del libro, della pagina piegata o di quello in cartoncino dalle forme strambe ed imbarazzanti;
  9. Con l’eBook si perde il fascino del vagare in libreria e curiosare tra gli scaffali, sfogliando tutto quello che ci capita a portata di mano. La funzione random analogica – aprire a caso una pagina ed iniziare a leggere – è utilissima per saggiare un’articolo prima di comprarlo (di sicuro più delle recensioni che sono di parte): nessun produttore di eBook l’ha mai implementata;
  10. Per finire nella versione tecnologica del libro mancano molte implementazioni nella funzione Delete: un libro si cancella con un semplice ed anonimo click. Un brutto libro cartaceo, invece, si può lanciare dalla finestra, “dimenticare” su di una pachina, bruciare o regalare a qualcuno che ci sta antipatico.

Insomma, la tecnologia è troppo acerba per essere utilizzata. E penso proprio che lo sarà sempre.
Cordialità,
Il Triste Mietitore

Photo Credit: Hamzeh Karbasi via Compfight cc