L’e-reader e di conseguenza gli ebook stanno diventando preponderanti nella nostra società tanto che l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ha deciso di inserirli nel nuovo paniere di prodotti. Ma c’è anche altro. Tutti gli amanti del classico libro cartaceo sono “naturalmente” scettici nei confronti degli e-reader. Almeno fino a che non ne usano uno e si rendono conto che al di là dei motivi ecologici legati all’uso di uno strumento digitale ci sono molti altri lati positivi di questo dispositivo.

Per esempio la luminosità dello schermo che non appesantisce la lettura e non stanca gli occhi. Poi la maneggevolezza dell’e-reader che può essere usato comodamente in ogni situazione quotidiana: sdraiati sul letto, stretti su un pullman affollato o distesi al parco.

Di bello sembra che ci sia anche la  perdita di coscienza dello spessore del libro. Leggendo si sa perfettamente, in percentuale, quanto manca all’ultima pagina, ma non si sa se in lettura c’è un libro breve o un libro enorme.

Ultimamente, sempre in relazione alla diffusione massiva degli ebook è venuto fuori anche il discorso della pirateria, sollevata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori. Fino a qualche mese fa si scaricavano da internet mp3 e filmati protetti da diritto d’autore, adesso il confine della pirateria è stato esteso ai libri.

Un elemento che sembra tarpare le ali al mercato digitale. Ai posteri, come suol dirsi, l’ardua sentenza.