Dopo aver spulciato i dettagli e i segreti di Twitter, è il momento di riposarsi con una storia digitale da raccontare davanti al caminetto.

La storia riguarda un protagonista di internet che tutti avete usato e che conoscete da anni: stiamo parlando di eBay, il mercatino digitale globale, dove un islandese può mettere all’asta gli avanzi del suo ripostiglio e un australiano può aggiudicarseli come se niente fosse.
Ormai tutti sono abituati alla comodità di eBay, è una colonna portante di internet quasi al pari di Google, probabilmente nessuno lo chiuderà mai. Ma come è nato? Chi è il suo fondatore? Come ha avuto l’idea?

Era la fine dell’estate del 1995, Facebook era lontanissimo e la gente ancora non sapeva un cavolo di internet, ma il web c’era già da qualche anno, e un programmatore iraniano con la cittadinanza americana già ci lavorava. Il suo nome era Pierre Omidyar.
Pierre, che allora aveva 28 anni e aveva già sviluppato software per la Apple, il 3 settembre, programmando dalla solita California, mise su il primo mercatino digitale del web basato sulle aste, e infatti inizialmente il sito si chiamava AuctionWeb.

Per testare la sua creatura, Pierre decise di mettere all’asta un oggetto che non aveva molte probabilità di essere venduto: un puntatore laser rotto.
Ebbene, dopo qualche tempo la prima asta della storia di eBay finì, e Pierre ebbe di che meravigliarsi: il suo oggetto rotto era stato venduto a 14,83 dollari.
Piuttosto sorpreso, Pierre contattò l’acquirente, per chiedergli se aveva capito di aver acquistato un oggetto rotto. L’acquirente rispose che si, aveva capito benissimo che quello era un oggetto rotto, e aggiunse che lui li collezionava. Collezionava puntatori laser rotti.

Dopo questa risposta, Pierre capì cosa aveva combinato. Mettendo un mercatino online su internet, e rendendolo stuzzicante con il meccanismo delle aste, lui aveva fornito a tutti gli utenti della rete uno strumento incredibile, capace di mettere in contatto i venditori più improbabili con i compratori più improbabili. Per quanto possa essere strano e inutile l’oggetto che stai mettendo all’asta, per la legge dei grandi numeri da qualche parte nel mondo dovrà pur esserci qualcuno interessato.

Insomma, quella del semplice e banalissimo mercatino delle pulci era un’idea così maledettamente perfetta che dopo un paio di anni di rodaggio, nel 1997, AuctionWeb diventò eBay, e Pierre Omidiar divenne miliardario, insieme al suo primo presidente di compagnia Jeffrey Skoll.
Con il nuovo presidente e CEO Meg Whitman, nel 1998, portò eBay ai vertici del web, rendendolo il primo mercato online del mondo, che tra le altre cose ha permesso a te che stai leggendo di comprare quella roba assolutamente introvabile, e ti ha aiutato più di una volta ad andare in vacanza facendoti mettere all’asta anche l’anima.

Non dimentichiamo, infine,  la vera macchina da soldi di eBay che è la commissione sul valore finale.
Il giochino delle aste, molto divertente e accattivante, serve ovviamente a spingere gli utenti a far salire il prezzo degli oggetti che tentano di aggiudicarsi, facendo così guadagnare il venditore, ma soprattutto eBay, che prende sul prezzo finale circa il 10%, e questa è la vera miniera d’oro di Pierre Omidyar. I venditori si svuotano volentieri la cantina, i compratori si divertono a giocare al rialzo, e eBay fa soldi a palate da quasi vent’anni: una macchina perfetta.