Electronic Entertainment Expo (E3), uno degli eventi più importanti legati all’intrattenimento video-ludico, inizierà domani: questa sera, Sony e Microsoft terranno le rispettive conferenze di presentazione su PlayStation 4 e Xbox One. È opinione comune che possano essere le ultime console “tradizionali” della storia, perché il settore attraversa una profonda fase di cambiamento. Le ragioni sono numerose, dalla diffusione delle console con Android all’enorme successo ottenuto da tablet e smartphone come dispositivi per giocare.

È lecito pensare che non usciranno mai PlayStation 5 o Xbox Two. I segnali sono diversi: le due console sono pressoché identiche e hanno mantenuto delle caratteristiche da anni ’90, a prescindere dalla potenza dei componenti o dalla connessione persistente a internet. Entrambe hanno un lettore ottico e promettono un’esperienza d’intrattenimento, che spazia dai videogame alla fruizione di contenuti multimediali. Già, ma esistono delle alternative più economiche – e, soprattutto, portatili – che assolvono a queste stesse funzioni.

Al momento, le Smart TV non sono una priorità dei consumatori: avverrà, secondo me, una transizione graduale com’è stato con gli smartphone. Esistevano prima dell’uscita di iOS e Android, però servivano giusto ai professionisti. Oggi, i telefoni cellulari sono scomparsi… o, meglio, sono tutti smartphone. Lo stesso avverrà ai televisori, nel giro di qualche anno, e dei device come PlayStation 4 o Xbox One potrebbero diventare facoltativi. Tanto per i giochi, quanto per i contenuti multimediali. È soltanto una questione di tempo.

Soluzioni come OUYA, Project SHIELD e Project M.O.J.O. – che sarà presentato proprio a E3 – sono dei prototipi delle console che verranno: la sovrapposizione a PlayStation 4 e Xbox One rappresenta l’inizio del nuovo ciclo. Dubito che Sony o Microsoft «getteranno la spugna», tant’è che la prima aveva già esplorato il mobile gaming su Android con Xperia PLAY e la seconda può contare su Windows oppure Windows Phone. Potrebbero conservare i rispettivi marchi, cambiando il form factor dei prodotti. Alludo a un insuccesso di vendite?

No, perché la trasformazione potrebbe durare anche dieci anni. Altri device, come Oculus Rift e castAR, s’affacciano al mercato nello stesso segmento: Steam Box non è stata cancellata dai piani di Valve, ma neppure ancora presentata a sviluppatori e utenti. Non saprei giudicare, in questo contesto, la longevità di PlayStation 4 e Xbox One. Sono rimasto un po’ deluso dall’offerta di Microsoft, però non sono un “accanito” videogiocatore e non posseggo una console da quando vendetti PlayStation per comprare una fotocamera digitale.

Non sono un giocatore esperto e sarebbe ridicolo che giudicassi la qualità dei singoli videogame: tuttavia, posso permettermi d’affermare che le tecnologie alla base di console, tablet e smartphone consentono di produrre titoli fra loro competitivi. Un esempio? Il sistema operativo di PlayStation 4 deriva da *BSD come iOS e la capacità di calcolo arriverà presto a equivalere. Apple troverà il modo di portare i videogiochi sul televisore, già possibile dalle console su Android. PS4 e Xbox One potrebbero davvero essere le ultime.