Chi acquista online sa che i prezzi dei prodotti non sempre sono uguali nel corso del tempo, anzi subiscono oscillazioni importanti che è utile capire e saper sfruttare a dovere, per acquistare sempre al miglior prezzo.

Per capire meglio il fenomeno del dynamic pricing nell’e-commerce abbiamo rivolto alcune domande a Fabio Plebani, Country Manager per l’Italia di idealo, che ci ha fornito anche consigli pratici che possono essere applicati facilmente nella nostra vita di consumatori online.

1) Ci puoi spiegare che cos’è esattamente il dynamic pricing e come viene messo in atto nel mondo dello shopping online?

Quando si parla di dynamic pricing si fa riferimento ad una particolare tecnica nata negli Stati Uniti tramite la quale diversi operatori del settore delle vendite online riescono a variare strategicamente e nel corso del tempo i prezzi di prodotti o servizi su Internet. Questa variazione può interessare i biglietti aerei, quelli per i concerti e gli spettacoli in genere, ma anche altre tipologie di servizi fino ai prodotti.

Questa oscillazione “controllata” si sviluppa a partire da moltissimi fattori, ad esempio: l’analisi del rapporto tra domanda e offerta (nel momento in cui aumenta la richiesta per un prodotto, il prezzo per acquistarlo online cresce); i prezzi determinati dalla concorrenza tra i vari negozi online; la stagionalità (pensiamo ad esempio a tutti i prodotti tecnologici che hanno subito dei rincari nel periodo pre-natalizio); il comportamento online degli utenti nel corso della settimana o della singola giornata; l’applicazione di prezzi differenziati a seconda della tipologia di internauta e attraverso l’analisi delle abitudini di navigazione.

I retailer, infatti, possono usare cookies o servizi web di aggregazione dati per classificare gli utenti in base a coordinate geografiche, demografiche o semplicemente ai device utilizzati. Grazie a questi fattori gli operatori sono in grado di trarre preziose informazioni su quello che potrebbe essere il potere d’acquisto del singolo. Il fenomeno globale del “prezzo dinamico” ha fatto il suo ingresso in Italia in riferimento al settore del turismo digitale e del ticketing per concerti o grandi eventi. Da qualche tempo anche il mondo dell’e-commerce puro e dei prodotti fisici in vendita online inizia a subirne l’influsso. Seppur non frequentemente come in altri paesi d’Europa o oltreoceano, anche da noi è possibile notare dei ritocchi sui prezzi da parte dei rivenditori, anche nell’arco di una sola settimana.

2) Che tipo di influenze del fenomeno avete riscontrato negli e-commerce dei vari paesi che avete analizzato?

Abbiamo condotto una prima ricerca sul tema quasi un anno fa. Partendo da lì, abbiamo approfondito il fenomeno con un nuovo studio riuscendo ad ottenere dati aggiornati (e paragonabili a quelli dello scorso anno) su due paesi dove è presente un portale nazionale di idealo: Germania e Italia. Abbiamo osservato e monitorato l’oscillazione dei prezzi dei venti prodotti più popolari per le dodici categorie più richieste (smartphone, televisori, sneakers, frigoriferi, notebook, lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, smartwatch, passeggini per bambini, scarpe da donna e scarpe da uomo) nelle settimane che vanno da inizio 2017 a inizio febbraio 2018. Grazie al fenomeno del dynamic pricing, nel corso di una singola settimana abbiamo registrato un’oscillazione dei prezzi fino al 3,7%.

La ricerca fatta l’anno scorso indicava una sostanziale stabilità con una variazione che non andava oltre il 2%. Il dato ricavato nell’ultimo periodo mostra quindi come in Italia sia in atto un’evoluzione che vede il nostro mercato digitale lanciato nella stessa direzione già seguita da altri mercati digitali europei. Per comprendere il livello di questa evoluzione, abbiamo analizzato gli stessi dati in riferimento al mercato online tedesco, considerando le stesse categorie e lo stesso arco temporale. La variazione per quanto riguarda l’oscillazione dei prezzi in Germania è, in media, intorno al 6,2%, un dato dal quale l’Italia, oggi, non è poi così distante.

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3) Dalla vostra ricerca emerge un fatto: il dynamic pricing può anche avere dei risvolti positivi. Di quale incidenza parliamo dal punto di vista dei prezzi?

Il fenomeno può essere visto in positivo: acquistare online a metà della settimana e all’affacciarsi del weekend può comportare un risparmio medio generale pari alla possibile oscillazione media dei prezzi, ovvero intorno al 3,7%, rispetto ad acquisti fatti nei giorni festivi o a inizio settimana. La percentuale di possibile risparmio varia a seconda dei tipi di prodotto: abbiamo osservato un valore medio intorno al 4,3% per i TV, un valore vicino al 6,4% per le scarpe da uomo e una percentuale dell’8,5% per i notebook; e ancora un possibile saving del 4% per gli smartwatch, del 3,2% per le lavatrici o dello 0,5% per gli smartphone… A causa delle differenze tra una categoria di prodotto e l’altra è difficile indicare il giorno della settimana perfetto per tutti i tipi di acquisto, possiamo però dire che le giornate migliori e più vantaggiose, in media, sono il mercoledì e il venerdì.

4) Quali consigli dai ai consumatori digitali e quali sono gli strumenti più importanti che un e-consumer consapevole deve usare?

Per avere accesso ai ribassi legati ad un fenomeno come il dynamic pricing, o comunque per comprare online in generale, è importante seguire alcune strategie e non lasciarsi prendere da acquisti improvvisati. Come prima cosa consigliamo di navigare in modo consapevole: cancellare spesso la propria cronologia e non dare il consenso all’utilizzo dei cookies di terze parti quando si capita su una nuova pagina web possono essere atteggiamenti utili per evitare la registrazione delle proprie informazioni e la trasmissione di dati che dettagliano la propria navigazione. In alcuni casi si consiglia anche di navigare in modalità privata e disabilitando i propri GPS.

Quando ci si muove su un canale e-commerce, invece, può essere vantaggioso creare e utilizzare un account abbastanza specifico: dare informazioni in questo caso consente di ricevere offerte mirate sulle categorie che interessano di più e sconti personalizzati che possono mitigare, anche significativamente, gli effetti di eventuali variazioni di prezzo dovute a fenomeni come il dynamic pricing. È sempre buona norma informarsi e usare gli strumenti “buoni” che i comparatori di prezzo mettono a disposizione: è importante leggere le recensioni, consultare le guide e scegliere di comprare attraverso canali di acquisto sicuri e, se possibile, certificati. Sul fronte “strumenti”, ad esempio, noi di idealo mettiamo a disposizione una finestra con l’andamento del prezzo di ciascun prodotto nel tempo. Chi desidera acquistare può così sfruttare anche i ribassi che si verificano periodicamente.

Con “prezzo ideale” invece, cerchiamo di andare incontro al bisogno di risparmiare non solo il denaro, ma anche il tempo: non si può monitorare tutto il giorno e tutti i giorni un prodotto per cercare di risparmiare sul suo acquisto. La nostra funzione permette quindi di indicare il prezzo considerato giusto per l’ultimo modello di smartphone o per una stampante ad esempio; ovviamente deve trattarsi di un prezzo generalmente equo e raggiungibile. Quando il prezzo scelto viene effettivamente raggiunto, l’utente viene avvisato via app o via e-mail e può procedere così all’acquisto solo se lo desidera. Risparmiando soldi sull’acquisto ma anche una buona dose di tempo.

5) Il dynamic pricing è uno dei fenomeni. Ma a livello generale qual è il quadro dell’e-commerce italiano oggi? Quali sono gli aspetti che lo caratterizzano o che mostrano un’evoluzione in positivo negli ultimi anni?

Internet ormai fa parte a pieno titolo delle nostre vite: attraverso il web comunichiamo, troviamo informazioni, lavoriamo, entriamo in contatto tra noi e, ovviamente, compriamo. Parlando di e-commerce, notiamo come il ritmo delle vendite al dettaglio sia complessivamente in calo in Italia, mentre il mercato digitale è in continua espansione, addirittura con un tasso di crescita superiore al 20%. Secondo una recente analisi di Confesercenti l’e-commerce italiano è in continua crescita: nel 2017 le attività che si occupano di shopping online sono state quasi 18mila, una cifra pari al +8,4% rispetto al 2016.

Se il fronte dell’offerta è in rapida evoluzione, quello della domanda influenza e insieme segue il trend. L’Italia è quindi sulla buona strada, lo vediamo anche dai dati registrati dal nostro portale nell’ultimo periodo o dall’impatto economico e sociale di fenomeni come il Black Friday o il Cyber Monday che, nel 2017, hanno addirittura trasformato il calendario degli acquisti, anticipando la corsa ai regali alla fine di novembre. Ma siamo solo all’inizio. I mercati digitali davvero forti al momento sono quello americano e quello cinese; in Europa si sta cercando di recuperare il terreno perduto, soprattutto in UK, Germania e Francia. In Italia ci sono margini per fare di più e per sfruttare il fenomeno dello shopping online come metodo per incentivare le vendite e come occasione da non perdere, un settore da esplorare e da rinforzare con nuove energie, professionali e occupazionali.

6) Si parla tanto negli ultimi tempi di innovazione digitale, evoluzione dei sistemi, apertura alle nuove tecnologie. A che punto è l’Italia vista da Berlino? Cosa si può fare per accelerare i processi e allinearci all’Europa?

Osservando da qui ci rendiamo conto che la direzione è giusta ma è possibile fare di più: siamo in un terreno ancora tutto da esplorare, non solo per i consumatori, ma anche per le imprese, le aziende, piccoli e medi commercianti, sul fronte dei profitti e anche dell’occupazione. Per questo motivo è necessario concentrare l’attenzione sul tema dell’innovazione digitale e sulla preparazione dei nuovi professionisti. Per accelerare i processi e allinearci davvero all’Europa, sarebbero necessarie politiche forti in questa direzione; alla luce dei recentissimi risultati elettorali non sappiamo ancora quali saranno le decisioni del prossimo governo in merito a temi che toccano l’ambito economico, la sfera del lavoro, i rapporti con l’estero e molto altro.

Quello che sappiamo è che nei mesi di campagna elettorale e-commerce e innovazione sono stati menzionati poco. Per questo motivo abbiamo deciso, nel frattempo, di fare la nostra parte e di lanciare un’iniziativa che abbiamo chiamato ironicamente #nonsoloil4marzo. Si tratta di un vero e proprio “programma” con il quale vogliamo sottolineare come i consumatori e le realtà connesse al mondo del mercato digitale siano in realtà importanti in qualunque momento, non solo quando si tratta di andare al voto.

Attraverso questo programma ho fissato i punti per un e-commerce all’avanguardia secondo idealo: importanza dell’internazionalizzazione (per dare modo alle imprese italiane di allargare i proprio orizzonti commerciali sfruttando la rete); necessità di garantire sicurezza preferendo e spingendo canali di acquisto sicuri e affidabili; trasparenza nel trattare le informazioni e le offerte; assicurare un possibile risparmio attraverso vari metodi chiari e testati. Infine uno dei nostri obiettivi primari è concentrare l’attenzione sul mondo della formazione e del lavoro, indispensabili per creare un sistema non solo italiano, ma globale e di successo.

Per questo motivo abbiamo deciso di dare il buon esempio, mettendo a disposizione, per iniziare, dieci borse di studio per un valore complessivo di 90.000 euro che abbiamo chiamato “Borse di studio per precursori”. Sono rivolte a studenti europei che si distinguono tutti i giorni per la loro genialità e per il loro sguardo al futuro, dedicando passione ed energia al raggiungimento di obiettivi innovativi (deadline per partecipare: 15 aprile 2018, tutte le informazioni sul sito di idealo), e prevedono un sostegno economico, pari a 750 euro al mese per un anno, e un coaching per tutto il periodo, oltre alla possibilità di seguire alcuni workshop nella sede di Berlino di idealo. Una bella occasione che rivolgiamo a giovani innovatori, con la quale speriamo di fare un passo significativo lungo la strada per il cambiamento e l’innovazione.