Ogni volta che viene presentato un nuovo cellulare, che questo avvenga all’IFA di Berlino o in streaming dal bunker segreto di Apple, è sempre la solita storia: ci vengono elogiati processore, ram, spazio interno, sensori vari (che rilevano temperatura/umidità/pressione/zuccheri nel sangue/ph della pelle) e via dicendo, ma si spendono sempre troppe poche parole sulla batteria.
Quanto durerà – in termini di ore dall’accensione – è la domanda che più sta a cuore agli acquirenti che ormai non si fidano più dei dati e delle statistiche che vengono snocciolate durante queste presentazioni.
Cose tipo 24 ore di conversazione, 50 di navigazione in wifi, 500 in standby e due secoli spento ce le sentiamo dire da anni, ma sappiamo bene che sono poco affidabili, soprattutto perché ognuno fa del cellulare un uso diverso.

Sarebbe quindi più utile una tabella strutturata non in base alle funzioni (minuti di telefonate, ore di navigazione sotto rete mobile o wifi etc), ma in base agli acquirenti tipo. Un cellulare di ultima generazione, ad esempio, nelle mani di una casalinga tipo (che al massimo fa 2 telefonate e controlla lo stato delle amiche su Facebook) può durare 36 ore. Lo stesso modello, affidato ad ragazzino di 15 anni dedito a videogame e consultazione ossessiva di siti porno, non arriva ad ora di pranzo.

Ma probabilmente anche noi utenti sbagliamo a pretendere di avere cellulari la cui batteria duri in eterno. Anzi probabilmente meno dura e meglio è: quando una cosa ha una fine ben precisa e stabilita, riusciamo a godercela di più ed ottimizzare il suo uso.
Una scatola di sigari cubani, ad esempio, se fosse magicamente eterna saremmo perennemente con il sigaro in bocca ed un tumore ai polmoni in progress. Invece dato che sono contati  ne centelliniamo il consumo, riservandolo alle occasioni speciali.
Tornando in ambito tecnologico, solo 20 anni le macchine fotografiche avevano un rullino con scatti contati. Che fosseo 12 o 24 non importa: non si poteva sprecare neppure una singola foto ed ogni scatto veniva meticolosamente studiato e preparato, facendo stare i familiari in posa anche 2 ore nelle foto ricordo dei pranzi natalizi.
Guardiamo come ci siamo ridotti adesso: con i cellulari facciamo di tutto, anche l’assurdo. Scattiamo foto inutili al cibo, condividiamo con orgoglio sui social – con tanto di grafico a barre – le statistiche di corse di 14 minuti, passiamo ore su Whatsapp a chattare con l’amico che abita appena dall’altra parte della strada. E le batterie durano appena una giornata lavorativa, pensate che usi perversi potrebbero venirci in mente se un cellulare potesse rimanere acceso un mese di fila.
Viva le batterie che durano poco!

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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