DuckDuckGo è un piccolo motore di ricerca statunitense, mantenuto da una startup della Pennsylvania, conosciuto dagli utenti più “smaliziati” per il totale rispetto della privacy: è stato fra i primi ad adottare le specifiche del Do Not Track, non effettua la profilazione dei visitatori e non condivide le loro informazioni personali. Dopo lo svelamento di PRISM, DuckDuckGo ha quasi raddoppiato il volume delle ricerche effettuate — passando da 1,9 milioni a 3,5. È un risultato straordinario e significativo, per il search engine.

Parzialmente tradotto in italiano, DuckDuckGo può essere considerato a metà fra Bing e Google: una grande differenza è che non permette agli organismi come la National Security Agency (NSA) d’intercettare le informazioni dei propri utenti, perché non ne raccoglie. Sia Microsoft, sia Google sono state citate tra i «collaborazionisti»… mentre DuckDuckGo è da sempre un sinonimo di privacy. Gabriel Weinberg l’ha auto-finanziato nel 2008 ed è soltanto a partire dal 2011 che il motore ha ricevuto dei capitali da Union Square Ventures.

Ho utilizzato spesso DuckDuckGo, perché è il motore di ricerca predefinito su Midori con SystemRescueCD: una distribuzione Linux-based per ripristinare i dischi oppure manutenere il sistema operativo. Non offre dei risultati paragonabili a quelli di Google, se cercate qualcosa di non convenzionale, ma include delle funzioni simili a Knowledge Graph e permette d’effettuare ricerche con altri search engine qualora non trovaste ciò che cercate. Non annulla l’invasività di PRISM, però costituisce un esempio virtuoso da consigliare.

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