Nel corso del weekend Dropbox ha annunciato l’acquisizione di Mailbox, la rivoluzionaria app per le mail per iPhone che aiuta a raggiungere l’inbox zero (pare che l’abbia pagata un centinaio di milioni di dollari). Si tratta dell’ennesima acquisizione da parte di Dropbox, che lungi dallo sparire dalla scena come gli aveva predetto il buon Steve, dopo essersi visto rifiutare una proposta di acquisto per 800 milioni di dollari, è ancora lì con il suo piano di storage pressoché immutato oramai da qualche anno.

Negli ultimi mesi Dropbox aveva puntato sulla multimedialità e sull’espansione, aprendo una sede europea a Dublino. Sulle foto Dropbox lavorava da un po’ e oggi ti permette di guadagnare fino a 3 GB gratuiti se carichi costantemente le tue foto. Basta pensare che di base Dropbox offre 2 GB per dare il giusto peso a questa mossa. L’acquisizione di Snapjoy a dicembre era volta a perfezionare questo settore in un momento in cui la battaglia per offrire uno spazio cloud di backup delle nostre foto si sta facendo sempre più serrata, via via che gli smartphone vanno sostituendo le compatte. Allo stesso modo Dropbox ha iniziato a lavorare sullo storage della nostra musica acquisendo Audiogalaxy, che permette di fare lo streaming dei nostri file presenti su dispositivi diversi.

La mission di Dropbox non è cambiata: è rimasta quella di permetterci di archiviare in maniera semplice i nostri documenti nel cloud. È il mondo nel frattempo a essere cambiato. Ora ognuno di noi ha l’esigenza di avere uno spazio cloud dove archiviare i propri documenti, immagini, video, musica e via dicendo. Non solo più archiviare, ma gestire e fruire. Condividere.

Oggi cambiamo molto più rapidamente computer e smartphone di quanto non abbiamo mai fatto, lavoriamo in mobilità e su più device diversi: ecco perché avere un unico punto di riferimento è sempre più importante. Che io usi Mac o Windows, iPhone o Android, iPad o un altro tablet, la comodità di avere i nostri file organizzati sempre nello stesso posto e nella stessa maniera sta divenendo fondamentale.

L’interoperabilità offerta da Dropbox e servizi simili diventa così sempre più importante. A patto però di favorire la fruizione dei nostri media e l’acquisizione di Mailbox va in questa direzione: risposta alla possibilità di condividere documenti pesanti archiviati in Drive tramite Gmail, in sostituzione di servizi come Jumbo Mail o Wetransfer, ma soprattutto possibilità di condividere immagini, presentazioni, musica etc via mail attraverso un semplice link.

Dropbox questo lo faceva già, ma come spiegato sul blog dell’azienda, l’acquisizione di Mailbox è finalizzata a portare nel team di Dropbox una tecnologia in grado di implementare e semplificare l’utilizzo dell’app. Mentre Mailbox dovrebbe proseguire la propria strada in maniera indipendente. Dropbox mira a divenire il nostro punto di riferimento nel cloud e al momento mi pare l’unico che ci stia puntando per davvero. Così come nel 2009 era l’unico a puntare sulla nuvola come strumento di archivio del futuro.