Uno dei server che offrono un servizio di archiviazione gratuita dei propri dati, con un limite definito di capienza, è Dropbox, ma alcuni si lamentano del fatto che non tutela la privacy degli iscritti. Vediamo quali sono le condizioni espresse nel regolamento e come ci si può iscrivere.

Per prima cosa occorre collegarsi al sito ufficiale di Dropbox la cui pagina di benvenuto è piuttosto scarna. C’è un video di presentazione del servizio che spiega anche il core del cloud computing. Subito dopo c’è il pulsante per scaricare gratuitamente Dropbox per Windows, Linux, Mac e per dispositivi Mobile.

Dropbox è un servizio offerto in inglese, spagnolo, francese, tedesco e cinese ma non in italiano. Chiaramente superati i 2 GB gratuiti si può estendere la propria memoria virtuale abbonandosi con un servizio Pro50 (50 GB a 9,99 dollari al mese), oppure Pro100 (100 GB a 19,99 dollari al mese).

Nella sezione dedicata alla “tua privacy” si ribadisce che Dropbox non diventa proprietario dei file caricati sui suoi server e l’utente resta l’unico responsabile nella condivisione dei documenti. Ma non è questa la parte più importante del regolamento che si consiglia di leggere con attenzione.

Quel che deve far suonare l’allarme è il fatto che la legge di riferimento è quella Californiana e che non si possono scambiare file con i paesi individuati dal governo americano come pericolosi. Ciò significa che Cia e FBI, stando al Patriot Act antiterroristico, possono comunque sbirciare nei vostri file.