Ieri, al Fort Mason Center di San Francisco, s’è tenuta la prima conferenza annuale degli sviluppatori di Dropbox. Il CEO, Drew Houston, ha illustrato i cambiamenti al servizio: non più un singolo prodotto, ma un’intera piattaforma, sulla quale i programmatori di terze parti possono basare le proprie applicazioni. Esistevano già delle Application Programming Interface (API) per interfacciarsi con Dropbox, però non offrivano le stesse possibilità. Nel frattempo, gli utenti hanno superato la quota dei centosettantacinque milioni.

Dropbox sincronizza oltre un miliardo di file ogni giorno e le Sync API non bastano più: il DBX ha introdotto tre nuovi strumenti per interagire col servizio, disponibili su iOS o Android e in JavaScript. Il meccanismo è piuttosto elementare – trattandosi di cloud storage – però semplificherà l’interazione delle app. In sostanza, Dropbox migliorerà l’accesso ai documenti in lettura e/o scrittura, permettendo di salvare o recuperare i file memorizzati sul proprio account — senza bisogno d’accedere direttamente al profilo sul web.

Prima d’entrare nel merito delle novità per gli sviluppatori, è doveroso citare l’integrazione degli allegati su Mailbox: Dropbox ha acquisito la app in marzo e, finalmente, gli utenti di iOS possono selezionare i documenti salvati nel proprio account per inviarli nelle e-mail. È una piccola modifica al servizio originario, ma è particolarmente apprezzabile. Purtroppo, Mailbox non sembra ancora essere disponibile su Android. Basandosi su GMail, secondo me sarebbe davvero interessante installarla sul sistema operativo di Google.

Passando ai servizi per gli sviluppatori, le novità sono incluse in due macro-categorie: Drop-ins e Dropbox API. Quanto ai primi, sono essenzialmente dei widget per recuperare o memorizzare i documenti. Chooser permette di scegliere i file da scaricare, mentre Saver com’è intuibile di salvarli nel proprio account. Essendo delle interfacce grafiche pre-configurate, entrambi possono essere integrati in siti e applicazioni web o “native” su iOS e Android. Chooser è disponibile subito, Saver – al momento – è soltanto in JavaScript.

Il componente più interessante, mostrato al DBX, riguarda Datastore API: parte delle Dropbox API – che continuano a prevedere le Sync API sui dispositivi mobili e le Core API dedicate ai server – queste ultime permettono di salvare e sincronizzare informazioni strutturate, diverse dai documenti. In pratica, potete memorizzare una TO-DO list oppure una rubrica di contatti da un Customer Relationship Manager (CRM). Sperimentale, il servizio supporta iOS e Android oltre a JavaScript che potete utilizzare per creare ex novo una app.

Datastore API è un progetto da seguire con attenzione, perché potrebbe risolvere i problemi d’interazione coi diversi account per la posta elettronica. Se possedeste un computer con Windows, uno smartphone con Android e un iPad… sincronizzare le tre differenti rubriche potrebbe diventare una tragedia. Esistono formati e protocolli standard per semplificare l’operazione, ma quanti hanno il tempo d’esportare e importare le vCard dei contatti? Dropbox potrebbe farlo in automatico — magari, appoggiandosi proprio alla nuova Mailbox.