Canonical chiude Ubuntu One, il servizio di cloud storage associato all’omonimo sistema operativo e disponibile per quelli della concorrenza – da Windows a Mac OS X, passando per iOS e Android – perché non è un business sostenibile. L’alternativa a Dropbox non convince gli utenti di Linux e, così, gli abbonati che hanno ancora qualche mese a disposizione saranno risarciti: la piattaforma chiuderà dal 1 giugno e i documenti salvati nella cloud potranno essere scaricati fino al 31 luglio. Le app sono immediatamente state rimosse.

Ubuntu One era un progetto ambizioso e la sua chiusura getta delle ombre sul futuro della distribuzione. Ubuntu Phone non ha convinto Marco Usai, che ha avuto modo di provarlo al MWC 2014 di Barcellona, e Ubuntu Edge non ha raccolto abbastanza fondi per entrare in produzione. La notizia, secondo me, è interessante per due motivi – diversi, ma complementari: esiste davvero un’alternativa a Dropbox e, più in generale, a Windows? Quanto accaduto negli ultimi mesi parrebbe smentirlo. Almeno, per quanto riguarda il consumatore-medio.

Chi usa Windows ha OneDrive, per Mac OS X c’è iCloud e Chrome OS utilizza Google Drive. Dropbox è diventato un sinonimo di cloud storage ed esistono numerose alternative come Box o MEGA: Ubuntu One – che era comunque precedente al servizio di Kim Dotcom – non poteva avere spazio. Ad oggi le piattaforme più popolari sono strettamente legate all’azienda che distribuisce un determinato sistema operativo e Canonical con Linux raggiunge soprattutto i professionisti e le imprese, che hanno già una propria cloud privata cui affidarsi.

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