Dropbox ha appena lanciato Carousel e Mailbox per Android, cercando d’ampliare l’offerta sulla cloud: Box – una delle alternative più popolari negli Stati Uniti – non s’è fatta cogliere impreparata, reagendo con Open Source. Un programma di rilascio degli strumenti impiegati per garantire agli utenti l’efficienza del proprio pacchetto di storage. Non è un prodotto “completo”, nel senso che non si tratta d’una piattaforma simile a Dropbox, bensì d’una raccolta di soluzioni free software per aiutare i professionisti e le imprese.

Open Source è un archivio che include venti diversi progetti da scaricare e inserire in piattaforme di cloud storage già esistenti cui gli sviluppatori possono partecipare. Passiamo da plugin per l’interfaccia grafica a strumenti per gestire i database: un progetto paragonabile a quello di Twitter che rilascia Bootstrap e altre risorse usate internamente nella propria infrastruttura. Box non ha pensato a un prodotto per tutti, ma a migliorare la sua immagine nell’ambiente — visto che Dropbox ha sempre strizzato l’occhio a Linux.

Ripensando al cambiamento di Microsoft con Satya Nadella, mi viene da credere che l’open source abbia assunto un nuovo ruolo per le grandi aziende — e non sono convinto che ciò sia del tutto positivo. Tanto per lo sviluppo d’applicazioni con Windows 8.1 Update 1, quanto nell’archivio di Box, il free software è diventato un po’ la scusa per rendersi più aperti: né il sistema operativo, né la piattaforma di cloud storage hanno davvero aperto i sorgenti al pubblico. Rischia davvero di diventare soltanto un problema di reputazione.

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