Dimenticatevi il grande fratello e cominciate a chiamarlo grande Drone. Negli scorsi giorni l’esercito americano ha rivelato al mondo l’esistenza di un oggetto con videocamera da 1.8 gigapixel in grado di individuare un oggetto grande 15 centimetri da una distanza di sei chilometri.
Argus-is, come si chiama l’oggetto dei desideri di qualsiasi spione, è una piattaforma di videosorveglianza. Verrà attaccata ai droni già in uso da parte dell’esercito americano, come i predator utilizzati anche per la cattura di Bin Laden. E vedrà tutto. Altro che Graph Search, quello che facciamo, le persone con cui parliamo, dove sia, tutto sarà tracciabile da Argus-is.
Gli occhi di Argus-is sono composti da 368 piccoli sensori da 5 megapixel, come quelli della fotocamera dell’iPhone 4 per intenderci. A coordinare il tutto ci sono quattro lenti telescopiche incaricare di stabilizzare l’immagine.
Il superdrone potrà sorvegliare un’area di circa 25 chilometri quadrati, come ha riportato Extremetech che suggerisce: con un paio di questi robottini si potrebbe sorvegliare tutta Manatthan.
Ora, pensate al casino di gestire tutta questa informazione. Ogni videocamera raccoglie 600 GB al secondo (registrando a 12 fps). Per questo la maggior parte del lavoro sui video viene svolto a terra, dove i dati arrivano via wireless. Una connessione wireless da 100 GBps consentirà alla Darpa, Defense Advanced Research Projects Agency, di trasferire questa mole di dati a una velocità che io neppure mi riesco a immaginare.
Cosa può fare questo aggeggio? Identificare e tracciare una persona a distanza, per esempio, senza ovviamente essere visto. Date un occhio al video qui sotto per rendervi conto del potenziale di questa cosa.