Il dibattito sulle Encrypted Media Extension (EME) – ovvero, una bozza del prossimo standard per il DRM in HTML5 – ha raggiunto dei toni molto accesi, tanto che Tim Berners-Lee ha ritenuto opportuno schierarsi personalmente dalla parte del W3C: l’utente è sempre al primo posto, ma esistono diversi tipi di utenti. Fra loro esiste chi vorrebbe guardare dei film in alta risoluzione sul web e per farlo è necessario predisporre un’infrastruttura adeguata, permettendo alle major di distribuirli. Questa è l’opinione di Berners-Lee.

Sul concetto in sé non credo che qualcuno abbia da obiettare, però la realizzazione non sembra conforme ai principi del W3C: i sistemi per il Digital Rights Management (DRM) dei contenuti multimediali sono antitetici alla libertà del web. Non è un problema di possibilità, ma di diritti. Se – per guardare un film o ascoltare della musica sul browser – l’utente deve rinunciare al pieno possesso del contenuto acquistato e non può trasferirlo da un dispositivo a un altro… qual è il vantaggio? Tanto varrebbe comprare il Blu-ray Disc.

Banalmente, i supporti ottici possono essere inseriti in lettori diversi: se il player è connesso a internet – come avviene sulle console – il distributore potrebbe inibirne l’esecuzione ed è qui che dovrebbe subentrare il web, abolendo ogni vincolo al diritto d’utilizzo del prodotto acquistato. Se il discorso è valido per i siti e le applicazioni perché non dovrebbe esserlo coi contenuti multimediali? Comunque lo si voglia definire, il meccanismo delle EME non tutela il consumatore e non dovrebbe essere standardizzato dal W3C.

Photo Credit: Fábio Emilio Costa via Photo Pin (CC)