Per volontà dei giudici neozelandesi il signor Kim Dotcom è stato liberato su cauzione ma il leader di Megaupload non ci sta a gettare la spugna e se la prende soprattutto con il servizio Youtube di Google

Megaupload è stato chiuso perché proponeva la condivisione di contenuti protetti da diritto d’autore. Il cosiddetto boss del file hosting è andato in carcere, insieme ad altri due gestori della piattaforma, ma è stato l’ultimo dei tre ad essere rilasciato.

Il fondatore di Megaupload ha immediatamente rilasciato un’intervista alla trasmissione Campbell Live della tv 3news approfittando della prima uscita pubblica per spiegare le sue ragioni ed accusare Google.

Dotcom è offeso perché non deve essere considerato il re della pirateria, visto che in forme diverse, anche YouTube offre gli stessi contenuti protetti da diritto d’autore. L’unica differenza tra Dotcom e i magnati di Big G è che lui non è affatto ricco.

In più gli sono stati congelati tutti i beni e perquisita la casa senza un processo e senza avere la possibilità di replica.

Megaupload ha chiuso e Youtube no, perché il primo avrebbe pagato dei cyberlocker per caricare contenuti illeciti, contravvenendo al patto DMCA. Adesso sono stati rimossi circa 15 milioni di link e si è provato a salvare i contenuti “buoni”.

Come si andrà avanti?