Chi è davvero Satoshi Nakamoto, il presunto creatore di Bitcoin? Non Dorian Nakamoto, il sessantaquattrenne intervistato da Newsweek che vive da eremita negli Stati Uniti: lui stesso ha smentito persino di conoscere la moneta virtuale – fino a tre settimane dalla pubblicazione dell’articolo di Leah McGrath Goodman. Perché è arrivata la smentita? È stato il timore di fare la stessa fine di Autumn Radtke o Newsweek nonostante gli ottantun’anni di storia ha preso un abbaglio? Forse, non lo sapremo mai (ammesso che sia importante).

Continuo a pensare che l’identità di Nakamoto sia del tutto ininfluente sull’importanza di Bitcoin, ma sarebbe troppo facile accanirsi contro Newsweek e la Goodman: in passato ho affrontato anch’io dei problemi del genere e – sebbene avessimo già messo in dubbio l’identità del creatore della valuta crittografica – non sono certo che quella testata abbia sbagliato. Una volta ho sputtanato (se mi concedete il termine) un interesse privato in atto pubblico, dimenticandomi di registrare la conversazione. Ho dovuto ritirare il pezzo.

Se non lo avessi fatto, sarei finito in tribunale: l’inesperienza dei vent’anni mi ha fatto capire che – quando ottieni delle rivelazioni – devi tutelarti. La Goodman non avrebbe bisogno di giustificarsi, perché Nakamoto ha accettato l’intervista e dato il proprio assenso alla pubblicazione delle fotografie. Poi, ha smentito d’averlo fatto. Che sia schizofrenia o paura, Newsweek non è responsabile delle turbe psichiche delle proprie fonti. Tuttavia, deve affrontare la gogna mediatica e accettare i dubbi sul creatore di Bitcoin.