Il cubo di Rubik (o cubo magico) inventato da Ernő Rubik compie oggi 40 anni e Google lo festeggia con un Doodle interattivo: nato nel 1974, è diventato un’icona degli ’80 e della generazione di nerd che è cresciuta in quel periodo. Raggiungendo il motore di ricerca è possibile cercare di risolverlo col mouse — trascinando i blocchi per ottenere sei facce dello stesso colore. Il meccanismo del rompicapo è tanto elementare, quanto complesso e gli appassionati cercano di battere il record mondiale stabilito nel 2013 da Mats Valk.

Il successo del gioco è tale da aver stimolato la creatività d’altri inventori, che ne hanno realizzato delle varianti. Quello originale di Rubik ha cinquantaquattro quadrati di sei colori diversi, nove per ogni faccia del cubo. Per il venticinquesimo anniversario, festeggiato nel 2005, la Ideal Toys Company ne ha proposto una versione speciale: il quarantesimo, celebrato dal Doodle di Google – che è quasi una easter egg [vedi gallery] – è riferito alla data dell’invenzione, non a quella della distribuzione commerciale del cubo.

Eppure, Google ha commesso un errore nella ricostruzione digitale del cubo magico: il prototipo del 1974 di Rubik non aveva le stesse sembianze di quello distribuito dal 1980 dalla Ideal Toys Company e riprodotto nel Doodle. Il rompicapo era monocolore, in legno e presentava degli angoli smussati. Molto diverso dal gioco che siamo abituati a riconoscere e che è stato venduto in Ungheria dal 1977 come Magic Cube. Esistono diversi metodi per risolverlo, ma il più popolare è la soluzione a strati. Mettetevi alla prova con Google!

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