L’infarto è per certi aspetti la peggiore delle fini. Perché non puoi dire addio alle persone a cui hai voluto bene. E gli altri non hanno occasione di salutarti. Non so se sia meglio andarsene così o in un altro modo, ma tutto finisce. Ieri si è concluso il mio rapporto terreno con Donato Carriero, digital strategist e blogger che qualcuno di voi ricorderà per essere stato anche uno dei promotori della community Mobilovers su Google+.

Con Donato avevamo discusso più di una volta per via di alcuni clienti che gestiva. Anche scontri duri, ma sempre nel massimo rispetto e con la più alta professionalità che abbia mai trovato dall’altra parte. Sapeva fare benissimo il suo lavoro, ma conosceva anche profondamente le persone con cui aveva a che fare. Che fossero giornalisti, blogger o persone comuni poco importava. Era una cosa che mi colpiva molto di lui. Non ti ci potevi incazzare per davvero perché in fondo era un amico.

L’anno scorso avevamo organizzato insieme la Mobile Rumble, un evento live su Hangout durante il quale avevamo giocato a chi ce l’ha più lungo fra i principali sistema operativo del mercato.

Recentemente avevamo discusso di riprendere la partnership con Mobilovers accantonata per mancanza di tempo da parte di entrambi. Volevamo fare qualcosa di grande su Hangout, perché Donato era uno degli italiani maggiormente convinti della validità del social network di Google e mi aveva convinto della cosa. Su Google+ aveva oltre 114 mila follower e il suo blog, Markingegno, era fra quelli suggeriti dalla piattaforma. Potete leggere un suo guest post che parla di questo su Leonardo.

Sinceramente non so dire altro. Scusa Donato se ho scoperto da Facebook che te ne sei andato. Come ha detto bene Vincenzo Cosenza, +1 per te. #ciaomarkingegno