Samsung e LG hanno presentato delle Smart Bulb – ovvero, delle lampade a LED che comunicano con smartphone e tablet via Bluetooth – per accrescere le rispettive offerte sulla domotica fai da te. I nuovi modelli saranno presentati ufficialmente al Light + Building 2014 di Francoforte che aprirà i battenti domenica 30 marzo. Perché produrre delle “semplici” lampade a lunga durata (parliamo di dieci anni d’autonomia)? È ovvio che Samsung e LG investano in vari settori, ma questa volta l’informatica ha incontrato l’interior design.

Domenica scorsa parlavo di open hardware in relazione alla decrescita felice: le Smart Bulb – che all’evento tedesco saranno mostrate anche da altri produttori, come Philips – rientrano perfettamente in quel concetto. La domotica che incontreremo nel prossimo futuro ha, fra i propri obiettivi, il risparmio energetico e l’impatto zero. Lo smartphone è un nuovo telecomando, che controllerà dalle tapparelle all’illuminazione casalinga, passando per il termostato. Samsung e LG anticipano una nuova quotidianità dell’umanità connessa.

Mentre Google acquisisce Nest Labs a $3.2 milioni e le due multinazionali coreane pensano alle luci domestiche, noi siamo ancora indietro sulla banda larga e sull’agenda digitale – pressoché accantonata per risolvere dei problemi legati al lavoro e alla crescita che, al contrario, dovrebbe contribuire a eliminare. Lo ripeto spesso: qual è il terzo mondo, oggi? La Corea investe miliardi sulla scuola pubblica e l’Italia ne taglia i fondi. Qui da noi, domani le Smart Bulb potrebbero essere giusto un privilegio per pochi fortunati.