La cospirazione contro il Digitale ha messo a segno un altro colpo. Con un’operazione condotta lontano dagli occhi della gente ha fatto in modo che il dominio .roma finisse nelle mani di un broker inglese, privando la capitale di quello che avrebbe potuto e dovuto essere un segno di riconoscimento in tutto il mondo. Siti come www.colosseo.roma, www.comune.roma e via dicendo potranno ora redirigere tranquillamente a siti che denigrando il nostro Paese.

Non c’è alcune certezza che l’operazione sia legata a quella che portò al naufragio del progetto Italia.it, ma che si tratti di un progetto bipartisan lo dimostra il coinvolgimento nella vicenda prima del sindaco del PDL Alemanno e poi di quello del PD Marino, entrambi solo apparentemente incapaci di gestire la situazione. Non solo Roma: il governo dei cospiratori si è venduto anche la pizza! Il dominio .pizza è infatti causalmente finito nelle stesse mani del broker inglese scelto per parcheggiare il .roma. La Top Level Domain Holdings, già che c’era, ha chiesto anche il .casa.

Per mascherare l’intera operazione era stato creato pure un sito: Il Dominio di Roma. È evidente che il dominio di Roma è finito.

Chiaramente le altre grandi capitali, come Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam, e non solo, anche grandi città come New York non si sono fatte sfuggire il proprio dominio gTLD.

Se vi state chiedendo a che serva un nuovo dominio, provate a comprare un dominio con un senso nel nome. Farete una gran fatica perché i domini semplici non esistono più. Così tante nuove startup e aziende si stanno lanciando sui .co, .io e altre varietà.

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