Mentre sulle autostrade italiane si spengono i tutor (speriamo momentaneamente) e si riaccendono gli autovelox, arriva qualcosa di simile anche per i droni e i gadget volanti. D’altronde – nonostante esista un regolamento nazionale molto preciso che probabilmente quest’anno verrà modificato per armonizzarlo alle previsioni europee dell’Easa – i voli non autorizzati su zone vietate, dai centri cittadini agli scali aeroportuali fino ad altri luoghi sensibili – si stanno moltiplicando. Come si moltiplica la diffusione di quadricotteri & co.

Così DJI, una delle aziende leader del settore sia per i mezzi amatoriali che professionali (detiene il 70% del mercato dei piccoli droni ad uso civile) ha lanciato AeroScope, un sistema di tracciamento che permette di individuare un multirotore anche piccolo in volo a chilometri di distanza. AeroScope è stato mostrato alle autorità e alle forze dell’ordine italiane nel corso di un recente test all’aeroporto dell’Urbe di Roma.

Quello che è già stato ribattezzato “l’autovelox dei droni” monta in realtà un sistema di antenne e apparati in grado di intercettare il canale di collegamento radio tra la console del pilota e l’apparecchio in volo. O anche il segnale di telemetria video che il drone trasmette. AeroScope decodifica le informazioni e le visualizza su una mappa. Non solo posizione, dunque, ma anche marca e modello, numero di serie, nome del proprietario, posizione del pilota e una serie di altri dati vengono visualizzati dai “controllori”. La rotta, la direzione, l’altitudine e la velocità completano il pacchetto.

DJI Aeroscope

“Il sistema DJI AeroScope è stato sviluppato appositamente per rispondere alle esigenze delle autorità aeronautiche e delle forze dell’ordine, che potranno così migliorare la sicurezza delle aree sensibili, individuando per tempo la presenza di un drone e potendo così procedere con eventuali contromisure – ha spiegato Flavio Dolce, direttore di Elite Consulting, la società romana che rappresenta DJI nel nostro Paese – è un sistema sicuro, facilmente implementabile e che sfrutta tecnologie già esistenti ed integrate nei droni. Grazie allo strumento di sviluppo sdk, potrebbe anche essere efficacemente integrato con le piattaforme radar per aeromobili, al fine di avere uno strumento unico di controllo del traffico aereo”.

DJI si è appena alleata con la britannica Coptrz per lo sviluppo, l’installazione e la manutenzione di AeroScope. Disponibile in due versioni, il radar dei piccoli mezzi volanti può essere fisso o portatile.  La prima ha un range di 25 km ed è già utilizzato in due aeroporti asiatici. La seconda di soli 5 km ed è in fase di test in molte località europee. Il limite è che AeroScope può tracciare solo i suoi droni, cioè quelli prodotti da DJI, ma la capacità potrebbe essere allargata ad altri velivoli, bisognerà solo trovare il modo giusto.